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Ci
sono quartetti che non riescono a risolvere il problema del primo
violino (per esempio quello di Tokyo), altri che cambiano in continuazione
il secondo. Il Quartetto Arditti appartiene all'ultima specie.
Oggi il posto è occupato in modo egregio da Graeme Jennings,
ma dal 1974 in poi un certo numero di violinisti ha transitato di
lì, imparando quel che c'era da imparare e proseguendo poi
per la propria strada. Alexander Balanescu, fondatore anche
lui di un quartetto che porta il suo nome, ne è forse il
rappresentante più rinomato. Il fatto è che il Quartetto
Arditti si è formato attorno alla figura originale e un po'
ingombrante del suo primo violino, Irvine Arditti, anche
se la squadra è cresciuta reggendosi su un asse di forze
costituito dal sodalizio indissolubile tra questi e il violoncellista
Rohan de Saram. Strana coppia, la loro. Irvine Arditti, di
passaporto inglese ma di sangue discendente da antica stirpe ebraica
(anche la madre di Elias Canetti era un'Arditti, per dire), è
un impasto singolarissimo di genialità musicale, curiosità
intellettuale, facilità di mano e astuzia commerciale. Rohan
de Saram, un altro inglese con le radici affondate in una tradizione
culturale ben più remota, quella indiana, possiede la stessa
rapidità di mente del collega, ma dissimulata in un atteggiamento
opposto e distaccato. Vederli suonare assieme è uno spettacolo.
Il primo, con un cespuglio di ricci in testa e l'argento vivo in
corpo, si avvita al violino dall'inizio alla fine in contorsioni
impossibili, come dovesse domare una bestia feroce. L'altro, figura
principesca e bellezza meridionale da gran seduttore, tiene botta
impassibile, pronto a risolvere qualunque rebus della parte con
ascetica sicurezza. Insieme dal 1979, in oltre venticinque anni
di lavoro hanno suonato in pratica tutto quello che la musica del
nostro tempo ha saputo creare con un quartetto d'archi. La formazione
attuale si completa con due giovani che hanno portato nuova energia
per sostenere la dispendiosa attività del gruppo. Oltre a
Jennings, il violista Dov Scheindlin è stato invitato
da qualche anno a far parte del quartetto, costituendo così
una sorta di seconda generazione dell'Arditti. Era nato appena da
quattro anni, infatti, quando Arditti formò alla Royal Academy
di Londra nel 1974 il nucleo originario del Quartetto. Il marchio
di fabbrica dell'Arditti è il repertorio del Novecento, così
come d'altra parte la musica contemporanea deve a questo formidabile
strumento la creazione di centinaia di partiture. Finché
l'arte del XX secolo non sarà definitivamente archiviata
- fatto per il momento improbabile, malgrado i molteplici sforzi
per occultarne l'esistenza - il posto del Quartetto Arditti rimarrà
al centro della scena musicale.
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