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novembre 2002

unione musicale

Arditti: un Quartetto per il Novecento
di Oreste Bossini


Quartetto Arditti

Ci sono quartetti che non riescono a risolvere il problema del primo violino (per esempio quello di Tokyo), altri che cambiano in continuazione il secondo. Il Quartetto Arditti appartiene all'ultima specie. Oggi il posto è occupato in modo egregio da Graeme Jennings, ma dal 1974 in poi un certo numero di violinisti ha transitato di lì, imparando quel che c'era da imparare e proseguendo poi per la propria strada. Alexander Balanescu, fondatore anche lui di un quartetto che porta il suo nome, ne è forse il rappresentante più rinomato. Il fatto è che il Quartetto Arditti si è formato attorno alla figura originale e un po' ingombrante del suo primo violino, Irvine Arditti, anche se la squadra è cresciuta reggendosi su un asse di forze costituito dal sodalizio indissolubile tra questi e il violoncellista Rohan de Saram. Strana coppia, la loro. Irvine Arditti, di passaporto inglese ma di sangue discendente da antica stirpe ebraica (anche la madre di Elias Canetti era un'Arditti, per dire), è un impasto singolarissimo di genialità musicale, curiosità intellettuale, facilità di mano e astuzia commerciale. Rohan de Saram, un altro inglese con le radici affondate in una tradizione culturale ben più remota, quella indiana, possiede la stessa rapidità di mente del collega, ma dissimulata in un atteggiamento opposto e distaccato. Vederli suonare assieme è uno spettacolo. Il primo, con un cespuglio di ricci in testa e l'argento vivo in corpo, si avvita al violino dall'inizio alla fine in contorsioni impossibili, come dovesse domare una bestia feroce. L'altro, figura principesca e bellezza meridionale da gran seduttore, tiene botta impassibile, pronto a risolvere qualunque rebus della parte con ascetica sicurezza. Insieme dal 1979, in oltre venticinque anni di lavoro hanno suonato in pratica tutto quello che la musica del nostro tempo ha saputo creare con un quartetto d'archi. La formazione attuale si completa con due giovani che hanno portato nuova energia per sostenere la dispendiosa attività del gruppo. Oltre a Jennings, il violista Dov Scheindlin è stato invitato da qualche anno a far parte del quartetto, costituendo così una sorta di seconda generazione dell'Arditti. Era nato appena da quattro anni, infatti, quando Arditti formò alla Royal Academy di Londra nel 1974 il nucleo originario del Quartetto. Il marchio di fabbrica dell'Arditti è il repertorio del Novecento, così come d'altra parte la musica contemporanea deve a questo formidabile strumento la creazione di centinaia di partiture. Finché l'arte del XX secolo non sarà definitivamente archiviata - fatto per il momento improbabile, malgrado i molteplici sforzi per occultarne l'esistenza - il posto del Quartetto Arditti rimarrà al centro della scena musicale.

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Quartetto Arditti
Andrea Lucchesini pianoforte
Musiche di Berio, Shostakovich