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novembre 2002

unione musicale

Schiff insegna come vivere d'arte
di Gianni Nuti


András Schiff

András Schiff non fa tecnica quando si alza il mattino, ma suona qualche preludio di Bach: è importante iniziare la giornata con l'arte e non con la ginnastica, entrambe tonificano i muscoli, elasticizzano i movimenti, ma la prima aiuta a spalancare le imposte, a fare un giro d'orizzonte lanciando mille sguardi e ricevendo altrettanti feedback emozionali, costringe poi l'intelletto a risvegliarsi scrollando il neurone più pigro; l'altra obbliga a fissare uno specchio o una parete, lascia ristagnare il sudore. Non c'è fragranza nelle scale e negli arpeggi, gli aspiranti pianisti se ne dovrebbero convincere.
Il maestro studia una partitura leggendo un poema od osservando una pittura che somigli alla musica scritta, raccogliendo suggestioni poetiche non dal menar le mani, ma da altre forme d'arte, per una specie di "osmosi sinestesica". Gli studenti di musica dovrebbero coltivare la propria sensibilità interpretativa nello stesso modo. Il pianista ungherese seppur pluripremiato, odia i concorsi, le gare tra musicisti, inaridiscono ispirazioni ed esaltano le aspirazioni, fanno vincere tutto ciò che sta attorno all'arte ma soffocano l'arte stessa. Non è così chiaro il concetto per i falchetti del concertismo in erba.
Suona con identica credibilità uno sterminato repertorio classico e romantico, ma patisce il ghetto nel quale è costretta la musica colta; vorrebbe che il buon gusto fosse un sentimento condiviso, invece ciascuno ne possiede uno proprio, spesso non coltivato sulla musica della storia: tutto è frantumato e costretto all'isolamento vicendevole e le nuove generazioni sembrano ignorare la necessità di costruirsi delle scale di valori estetici.
Schiff imita voci e inflessioni da vero commediante, così come sa adottare stili interpretativi barocchi, settecenteschi o classici pur restando un uomo del ventesimo secolo: le sue esibizioni sono uno spettacolo, sì, ma di equilibrio tra rigore e istinto, niente effetti, nessun manierismo e nemmeno cedimenti verso l'antiquariato musicale.
Non solo ascoltando la musica che esce dal pianoforte di András Schiff, ma anche riflettendo sulle sue idee c'è molto da raccogliere per chi voglia apprendere come "viver d'arte".

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Conservatorio ore 21 serie verde
András Schiff pianoforte
Musiche di Haydn, Beethoven, Schubert