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novembre 2002

orchestra sinfonica nazionale della RAI

Wagner, l'opera in sala da concerto

 

PROVE APERTE 2002-2003
giovedì 14 novembre 2002

Rafael Frühbeck de Burgos direttore
Musiche di Strauss, Wagner
giovedì 16 gennaio 2003
John Neschling direttore
Peter Sadlo percussioni
Musiche di Villa-Lobos, Hummel, Copland, Bernstein
giovedì 30 gennaio 2003
Dmitrij Kitaenko direttore
Musiche di Shostakovich, Beethoven
giovedì 27 febbraio 2003
Rafael Frühbeck de Burgos direttore
Josep Colom pianista
Musiche di de Falla
giovedì 27 marzo 2003
Gianandrea Noseda direttore
Aleksandr Toradze pianoforte
Musiche di Prokof'ev, Schubert
giovedì 10 aprile 2003
Andrey Boreyko direttore
Salvatore Accardo violinista
Musiche di Mendelssohn-Bartholdy, Shostakovich
mercoledì 23 aprile 2003
Gérard Korsten direttore
Charles Workman tenore
Roberto De Candia basso
Musiche di Ghedini, Beethoven
giovedì 22 maggio 2003
Kirill Petrenko direttore
Mischa Maisky violoncello
Musiche di Dvorák, Stravinskij

Per il suo debutto alla testa della London Symphony, nel 1908 Leopold Stokowski mise in programma la sinfonia dei Maestri cantori. Poco dopo accompagnò la celebre soprano Lilian Nordica nella Morte di Isotta e nella scena finale del Crepuscolo degli dei. Poi, dal 1917, la sua passione wagneriana prese a concretizzarsi in registrazioni discografiche di pagine scelte.
Fino a una cinquantina di anni fa, infatti, le musiche di Wagner costituivano un impegno costante nelle programmazioni concertistiche dei grandi direttori. Soprattutto negli Stati Uniti, dove, sino alla fine dell'Ottocento, mancavano teatri d'opera (il Metropolitan di New York - per avere un riferimento - fu inaugurato nel 1883): sull'onda del successo del maestro in Europa si era dunque inaugurata la tradizione di proporre pagine vocali, estratti, arrangiamenti e pastiches in sala da concerto.
Si procedeva spesso con brevi saldature orchestrali tra un numero e l'altro (l'esempio l'aveva dato lo stesso Wagner quando nel 1860, per un concerto parigino, scrisse il collegamento orchestrale tra la Morte di Isotta e il Preludio del Tristano); o magari con interventi sostitutivi - strumenti al posto di linee vocali - quando venivano eseguite pagine scritte per i cantanti.
Altre volte i direttori preparavano vere e proprie ristrumentazioni, "aggiornando" il sound originale alle nuove sale da concerto e al nuovo gusto e reinterpretando, in un certo senso la fede cieca nel mezzo orchestrale professata da Wagner. Strumento plastico e sonoro, teatrale e simbolico, l'orchestra - sosteneva il maestro - permette di realizzare qualunque cosa. Grazie a lei, il "sinfonista moderno" "penetrerà i motivi dell'azione con una compartecipazione intima comunicandoli al sentimento con l'energia più irresistibile e convincente". Ecco allora l'utilizzo sofisticato ed esaustivo che Wagner faceva delle indicazioni per l'interpretazione, una pratica che riflette un desiderio fuori dal comune e quasi psicotico di controllare la riuscita fino nei minimi dettagli: basta sfogliare una qualsiasi partitura per verificare come lui precisasse tutti i particolari possibili e desse istruzioni su ogni cosa, dal portamento degli archi all'articolazione dei fiati: nessun compositore l'aveva fatto prima con questa attenzione.
Così anche Richard Strauss non avrà dubbi nel riconoscere che "l'orchestra moderna formata da Mozart, Haydn, Berlioz e Wagner è diventata il solo strumento capace di rappresentare l'incommensurabile del quale parla il vecchio Goethe in simboli che non si lasciano penetrare se non dal sentimento divinatorio". E Così parlò Zarathustra sta lì a dimostrarlo.
La pratica dell'esecuzione concertistica di estratti dalle opere di Wagner si diffuse dunque con una legittimazione anche teorica. Dopo il citato concerto parigino, i suoi programmi con numeri sinfonici furono sempre più frequenti e proposti in tutta Europa (celebre la serie alla Royal Albert Hall di Londra nel 1877, dove il maestro si alternò sul podio con il fido Hans Richter), in alcuni casi inserendo nell'impaginazione anche numeri vocali con una libertà e un gusto per lo spettacolo che oggi farebbero gridare al pot-pourri.
Resistono ancora in cartellone il secondo atto del Tristano (con i cantanti) e i Preludi; ogni altra collezione di pagine sinfoniche, come quella in programma, è una preziosa chicca. (n.c.)

Prove aperte 2002-2003
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Dopo il successo riscontrato nella scorsa edizione (circa 10.000 presenze distribuite su 9 appuntamenti) anche quest'anno l'Orchestra Sinfonica della Rai apre le prove generali di dieci concerti scelti all'interno della Stagione Sinfonica 2002-2003, presso l'Auditorium del Lingotto, agli studenti degli istituti superiori di Torino e Provincia.
Coloro che vogliono partecipare dovranno inviare un fax al numero 011 88 83 00.
Per informazioni è possibile visionare il progetto sul sito www.orchestrasinfonica.rai.it oppure contattare l'ufficio stampa al numero 011 817 38 72.

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giovedì 14 novembre ore 20.30
venerdì 15 novembre ore 21
Auditorium del Lingotto
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Rafael Frühbeck de Burgos direttore
Musiche di Strauss, Wagner