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C'era
una volta, a fianco di un grande Auditorium nato tra le mura di
una vecchia fabbrica, una piccola sala con un piccolo palcoscenico
Sono tante le fiabe che hanno per protagonisti i fratelli minori,
e di solito raccontano di tristi vicende di cenerentole angariate
e di faticose scalate da un sottoscala ai fasti di una vita principesca.
Al Lingotto una più piccola sala rivestita dello stesso legno
di ciliegio che ricopre le pareti della sorella grande esiste davvero,
ed è la Sala 500, e se la sua non è la storia
di una cenerentola musicale è anche perché, complice
la stessa felice resa acustica firmata dal professionale binomio
Piano-Müller, da anni racconta di nozze con una stagione
"minore" di Lingotto Musica alla sua quinta edizione,
la rassegna Giovani per i giovani. La fascia oraria è
pre-serale, con inizio dei concerti alle 18; la clausola per i musicisti
impegnati è quella di non sforare dal limite di un'ora di
musica. Queste sono le condizioni che determinano il tipo di pubblico
del ciclo, al di là delle scelte programmatiche del titolo;
infatti, ai più giovani che accodano il concerto alla merenda,
si affiancano adulti che vogliono dimenticare la giornata di lavoro
prima di un aperitivo e meno giovani, o più adulti, per i
quali questa collocazione temporale non presenta, sotto l'aspetto
dei trasporti, le difficoltà logistiche di un concerto serale.
Le scelte musicali, con il punto fermo di promuovere giovani artisti
e giovani formazioni non ancora affermati, sono estremamente libere,
basate in modo del tutto indipendente su notizie da concorsi (notizie,
non soltanto risultati) e corsi internazionali, su segnalazioni
di scuole italiane e straniere, sugli incontri anche casuali di
Francesca Camerana - direttore artistico dell'Associazione Lingotto
Musica e della De Sono, che di sostegno ai giovani musicisti si
occupa per statuto - con nuovi talenti musicali che si affacciano
al mondo dello spettacolo. Accanto poi al pianoforte e ai più
classici organici strumentali cameristici, una particolare attenzione
è riservata a incontri meno consueti. Vediamone un esempio
scorrendo il cartellone 2002-2003.
Una schiera di ance battenti, comprendente all'occorrenza clarinetto
piccolo, corno di bassetto e clarinetto basso, apre la rassegna
il 13 novembre prossimo con il quartetto pesarese di clarinetti
Sta-Mane, che a composizioni originali alterna trascrizioni di pagine
note e meno note della storia della musica, dall'Ouverture delle
Nozze di Figaro alla suite di Bacalov per il film Il postino
al tango di Piazzolla, che per ben altri organici e contesti
erano stati concepiti. Il 3 dicembre, poi, sul palcoscenico della
Sala 500 si riverserà un intero camion di percussioni al
seguito dell'ensemble Naqqâra Junior, già dal
nome (tamburo-percussione in arabo) una specie di invasione saracena
al seguito di un insegnante del conservatorio di Milano che ha scelto
di questi tempi il coraggioso nome d'arte di Ben Omar; anche qui,
passeremo dalle allemande di Bach ai tamburi del quasi torinese
Steve Reich, divertendoci inoltre con Cage e Smadbech
("musica d'j moru", avrebbero sentenziato i nostri nonni
melomani, che magari lavoravano al Lingotto, al suono di queste
sonorità sanamente contaminate). Nella programmazione di
Lingotto Musica non manca quasi mai la voce di un coro, e una formazione
cittadina è deputata alla ripresa primaverile, il 4 marzo
2003, degli appuntamenti tardo pomeridiani nella sala piccola di
via Nizza. Il Torino Vocalensemble ha soltanto due anni di
vita, una struttura flessibile e una vocazione internazionale affidata,
al di là del nome un po' esotico, all'esperienza del suo
giovane direttore, Carlo Pavese, tra Stoccolma, Budapest e la Spagna,
e alla scelta di un programma di autori contemporanei delle rive
del baltico, con nuovi suoni capaci di suscitare antiche emozioni,
oltre che a una prima esecuzione dello stesso Pavese. Ma non temano
gli appassionati di un più classico repertorio cameristico.
Il rumeno ConTempo String Quartet ci riporta alla tradizione,
il 15 aprile dell'anno prossimo, proponendo il Quartetto Hoffmeister
di Mozart, l'op. 41 n. 3 di Schumann e un finale più campanilistico
con un breve Presto di Paul Constantinescu. Alle mani di una ventenne
pianista più che promettente, Mariangela Vacatello, sono
invece affidate pagine di Liszt e la Sonata op. 111 di Beethoven
per la conclusione del ciclo, il 5 maggio 2003.
Questo il ventaglio di offerte per i giovani e i meno giovani che
vorranno tornare o venire per la prima volta a sentire come suona
l'auditorium "minore" di via Nizza: un po' di musica e
presto a cena
o presto a un altro concerto.
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| CALENDARIO
SETTIMANALE |
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1
/9 novembre |
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10/15
novembre |
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16
/24 novembre |
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25
/30 novembre |
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Giovani
per i giovani 2002-2003
Sala Cinquecento - Centro Congressi del Lingotto,
via Nizza 280 - ore 18
mercoledì 13 novembre
2002
Quartetto di clarinetti Sta-Mane
Daniele Titti clarinetto, clarinetto piccolo
Michele Scipioni clarinetto, corno di bassetto
Andrea Romani clarinetto
Francesco Spendolini clarinetto basso
Musiche di Mozart, Vivaldi, Stark, Uhl, Bacalov, Gershwin,
Piazzolla
martedì 3 dicembre 2002
Naqqâra Junior, ensemble di percussioni
Maurizio Ben Omar direttore
Musiche di Cage-Harrison, Bach, Reich, Smadbeck, Cage
martedì 4 marzo 2003
Torino Vocalensemble
Carlo Pavese direttore
Musiche di Mäntyjärvi, Margutti, Pavese, Schafer,
Jennefelt, Mellnäs
martedì 15 aprile 2003
ConTempo String Quartet
Marius Bogdan Sofei
Ingrid Nicola
Andreea Banciu
Adrian Mantu
Musiche di Schumann, Mozart, Constantinescu
lunedì 5 maggio 2003
Mariangela Vacatello pianoforte
Musiche di Beethoven, Liszt
Ingressi, in vendita nel foyer della Sala Cinquecento
un'ora prima del concerto, euro 3,00
Ingressi omaggio per le scuole su prenotazione
Per informazioni:
tel. 011 66 40 452 |
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