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novembre 2002

associazione lingotto musica

Eschenbach, da pianista a direttore
di Marina Pantano


Christoph Eschenbach

Christoph Eschenbach, futuro direttore musicale della Philadelphia Orchestra, è attualmente direttore principale della NDR Sinfonieorchester Hamburg, direttore musicale dell'Orchestre de Paris e direttore artistico del Festival dello Schleswig-Holstein. Negli Stati Uniti è direttore musicale del Ravinia Festival dove dirige regolarmente la Chicago Symphony Orchestra e suona nei gruppi da camera; è infine direttore onorario della Houston Symphony Orchestra. Passando in rassegna la sua attività concertistica, come direttore e come pianista, quella discografica e quella didattica, non si può fare altro che prendere atto della sua incredibile capacità di mantenere alta la concentrazione su più fronti.

Maestro Eschenbach, la sua carriera è segnata da un continuo intrecciarsi di incarichi e di interessi. Non si può fare a meno di chiedersi come sia possibile sostenere un ritmo così serrato e qualitativamente elevato.
"Questa è la domanda che mi fanno tutti e continuamente. La varietà di ruoli che lei ha elencato mi rende più ricco e mi mantiene giovane, perché mi richiede la massima flessibilità, mentale e fisica. Adoro non solo dirigere, ma anche suonare insieme con gli altri. Insegnare è uno stimolo insostituibile, così come lavorare e vivere tra i giovani, nei festival o anche dirigendo le orchestre giovanili internazionali. Tutto ciò mi dona ispirazione e gioia".

Lei è stato per anni ed è tuttora direttore stabile di molte orchestre. Che cosa significa essere un direttore stabile? Che tipo di obiettivi si prefigge con un'orchestra che dirige regolarmente?
"Cerco di raggiungere la perfezione, che come lei sa è un obiettivo senza limiti. Si lavora costantemente per perfezionarsi, per ottenere il suono e lo stile giusti per ogni brano. Contemporaneamente cerco di non trascurare i rapporti umani, sia per quel che mi riguarda, sia tra i musicisti; insomma cerco di creare l'atmosfera di una buona famiglia. È un lavoro interminabile. Ogni cosa può essere rinnovata e migliorata, ma anche piacevole".

Dopo un lungo periodo negli USA a capo della Houston Symphony Orchestra, nel 1998 è tornato ad Amburgo, la città del suo debutto di pianista e poi di direttore. Che differenza c'è tra il dirigere un'orchestra americana e un'orchestra europea?

"La differenza principale riguarda il ruolo di direttore musicale. Le orchestre statunitensi sono fondazioni private, mentre quelle europee sono sostenute dalle istituzioni locali, statali o da enti radiofonici o televisivi. Pertanto il direttore musicale di un'orchestra americana ha molte più incombenze in materia di pubbliche relazioni, deve avere contatti continui con gli sponsor. Deve costantemente provare quanto sia importante la musica nella vita di un essere umano. D'altra parte questo aspetto è molto interessante, quest'immersione nel mondo dell'economia".

Da un punto di vista strettamente musicale, qual è la caratteristica della NDR?
"La NDR è probabilmente oggi la migliore orchestra radiofonica tedesca. In particolare si avvale di un foltissimo gruppo di virtuosi, di musicisti di livello altissimo, capaci allo stesso tempo di interpretare con un profondo coinvolgimento emotivo. Amano molto Brahms ad esempio e tutta la musica in grado di commuovere".

Nato a Breslau (Slesia) nel 1941, lei ha iniziato la carriera internazionale negli anni Sessanta, dopo la vittoria del Premio "Steinway" e del "Clara Haskil", imponendosi come il più grande pianista tedesco del dopoguerra. Nel 1972 ha poi debuttato in qualità di direttore, prima ad Amburgo e in seguito negli Stati Uniti. Che cosa è successo? Da che cosa è nato il desiderio di affiancare alla carriera pianistica quella di direttore?
"Direzione era in realtà la mia materia principale al Conservatorio. Studiavo direzione e pianoforte, in più violino. Ho sempre desiderato diventare direttore e mi sono, infatti, diplomato in quella materia. C'è stato, in effetti, un momento in cui non sapevo che cosa fare. Da un lato avevo una carriera già avviata con successo e dall'altro una specie di vocazione interiore, ma ancora tutta da verificare. Scelsi la prima e fu una buona scelta. Dopo qualche anno ho avuto l'opportunità di stringere meravigliosi rapporti con direttori come George Szell ed Herbert von Karajan, dai quali ho appreso veramente tanto e, soprattutto, ho ricevuto un profondo incoraggiamento. A un certo punto ho compiuto il passo, così importante e necessario per me".

Esiste il "compositore preferito" per Christoph Eschenbach?
"Sì, è quello che sto dirigendo. Qualsiasi brano io stia dirigendo, diventa in quel momento il mio pezzo preferito".

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domenica 10 novembre
Auditorium del Lingotto
ore 20.30
NDR-Sinfonieorchester Hamburg
Christoph Eschenbach direttore
Musiche di Beethoven, Brahms