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Un
talento precoce quello di Pietro De Maria, vincitore, appena
tredicenne, del primo premio al Concorso Internazionale "Alfred
Cortot" di Milano. La prima freccia indicatrice di una
predestinazione non incita il giovane pianista, nato nel 1967, ad
accelerare i tempi nella fretta di sfondare, come spesso accade:
segue prima le indicazioni pedagogiche e musicali di Giorgio Vianello,
si diploma sotto la guida di Gino Gorini al Conservatorio di Venezia,
la sua città, e poi si perfeziona con Maria Tipo al Conservatorio
di Ginevra, dove consegue nel 1988 il Premier Prix de Virtuosité
con distinzione. Poche guide solide e autorevoli: non occorre ascoltare
cento campane per quanto altisonanti, è sufficiente cogliere
le più intonate alla propria sensibilità, le più
coerenti con la propria idea di ragionevolezza.
I concorsi, pochi e ben distribuiti lungo l'arco che unisce la giovinezza
dei venti anni con la maturità dei trenta: premio della Critica
al Concorso "Tchajkovskij" di Mosca (1990), primo premio
ai Concorsi Internazionali "Dino Ciani" - Teatro alla
Scala di Milano nel 1990 e il "Géza Anda" di Zurigo
nel 1994. Nel novembre 1997 gli è stato assegnato in Germania
il Premio "Mendelssohn" per la sua esecuzione del Concerto
n. 1 con la Filarmonica di Amburgo, diretta da Ingo Metzmacher.
A poco serve vincere i concorsi di basso cabotaggio di cui è
piena l'Italia, legati alla sagra del prosciutto di montagna o ai
festeggiamenti del santo patrono: non si accumula esperienza per
gli appuntamenti importanti - è un equivoco diffuso.
Durante la carriera, gli incontri più importanti con le istituzioni
musicali europee lo hanno visto protagonista a fianco della Camerata
Academica Salzburg, della NDR di Amburgo e la SDR di Stoccarda,
dell'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e dell'Orchestra Sinfonica
Nazionale della RAI dirette da direttori come Gary Bertini, Myung-Whun
Chung, Eliahu Inbal, Marek Janowski, Peter Maag e Sándor
Végh. Recenti le esibizioni in Germania con la Russian Symphony
di Mosca, la partecipazione al Festival di Bratislava, al Musical
Olympus di San Pietroburgo e al Festival di Primavera di Budapest.
Il risultato artistico di una carriera così ponderata è
alla portata delle orecchie di tutti: un virtuosisimo non esibizionistico,
ma piegato all'espressione, un timbro caldo, suadente ed evocatore
che fanno di questo pianista una voce non comune. (g.n.)
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Una
breve biografia di Pietro de Maria (in inglese) |
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Il
sito dell'Orchestra Filarmonica di Torino |
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