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novembre 2002

orchestra filarmonica di torino

De Maria, una voce non comune


Pietro De Maria

Un talento precoce quello di Pietro De Maria, vincitore, appena tredicenne, del primo premio al Concorso Internazionale "Alfred Cortot" di Milano. La prima freccia indicatrice di una predestinazione non incita il giovane pianista, nato nel 1967, ad accelerare i tempi nella fretta di sfondare, come spesso accade: segue prima le indicazioni pedagogiche e musicali di Giorgio Vianello, si diploma sotto la guida di Gino Gorini al Conservatorio di Venezia, la sua città, e poi si perfeziona con Maria Tipo al Conservatorio di Ginevra, dove consegue nel 1988 il Premier Prix de Virtuosité con distinzione. Poche guide solide e autorevoli: non occorre ascoltare cento campane per quanto altisonanti, è sufficiente cogliere le più intonate alla propria sensibilità, le più coerenti con la propria idea di ragionevolezza.
I concorsi, pochi e ben distribuiti lungo l'arco che unisce la giovinezza dei venti anni con la maturità dei trenta: premio della Critica al Concorso "Tchajkovskij" di Mosca (1990), primo premio ai Concorsi Internazionali "Dino Ciani" - Teatro alla Scala di Milano nel 1990 e il "Géza Anda" di Zurigo nel 1994. Nel novembre 1997 gli è stato assegnato in Germania il Premio "Mendelssohn" per la sua esecuzione del Concerto n. 1 con la Filarmonica di Amburgo, diretta da Ingo Metzmacher.
A poco serve vincere i concorsi di basso cabotaggio di cui è piena l'Italia, legati alla sagra del prosciutto di montagna o ai festeggiamenti del santo patrono: non si accumula esperienza per gli appuntamenti importanti - è un equivoco diffuso.
Durante la carriera, gli incontri più importanti con le istituzioni musicali europee lo hanno visto protagonista a fianco della Camerata Academica Salzburg, della NDR di Amburgo e la SDR di Stoccarda, dell'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI dirette da direttori come Gary Bertini, Myung-Whun Chung, Eliahu Inbal, Marek Janowski, Peter Maag e Sándor Végh. Recenti le esibizioni in Germania con la Russian Symphony di Mosca, la partecipazione al Festival di Bratislava, al Musical Olympus di San Pietroburgo e al Festival di Primavera di Budapest. Il risultato artistico di una carriera così ponderata è alla portata delle orecchie di tutti: un virtuosisimo non esibizionistico, ma piegato all'espressione, un timbro caldo, suadente ed evocatore che fanno di questo pianista una voce non comune. (g.n.)

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martedì 12 novembre
Conservatorio - ore 21
Orchestra Filarmonica di Torino
Marzio Conti direttore
Pietro De Maria pianoforte
Musiche di Respighi, Casella