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Europeismo
o nazionalismo: questo il bivio di fronte al quale si trovarono
i compositori italiani intorno agli anni Venti. Votarsi all'internazionalismo,
per sprovincializzare la musica italiana, oppure risalire la china
di un'italica matrice che, da gregoriana a preclassica, rasentava
una retorica nazionalistica affine alla retorica di regime. La Società
Nazionale di Musica che Alfredo Casella aveva fondato nel
1917 prendeva il nome di Società Italiana di Musica Moderna,
e ancora dall'intraprendenza di Casella, Malipiero e D'Annunzio
nasceva nel 1923 la Corporazione delle Nuove Musiche, un organismo
che doveva da una parte "far penetrare in Italia le espressioni
della musica contemporanea" e dall'altra "ridare luce
alle nostre musiche antiche". In questo orizzonte si inscrive
la Serenata per piccola orchestra (1926), suite in cinque movimenti
dove traspare un'italianità "luminosa", semplice
e chiara. È il frutto di una scrittura felice, nella quale
l'esperienza neoclassica, variamente filtrata, si muove attraverso
arcaismi e folclorismi tra il Medioevo, il Barocco e la mediterraneità.
Anche Respighi, maturata la propria formazione sulle esperienze
europee dell'Impressionismo e sul sinfonismo russo, non tardò
a manifestare il proprio ripensamento arcaicizzante - ma Casella
gli rimproverava scarso rigore filologico. Quanto dista il descrittivismo
pittorico del Trittico Botticelliano (1927), ispirato ai capolavori
della Primavera, dell'Adorazione dei Magi e della Nascita di Venere,
da quello oleografico dei più noti poemi sinfonici, Pini
e Fontane di Roma, e da quello miniaturistico della suite Gli uccelli
(1928). I ritorni al passato assumono i connotati più diversi:
dalla spiritualità - sacra o profana che sia - a una latente
ironia parodistica. Nella propria carrellata di appelli, da Monteverdi
a Rossini, dall'oratorio all'opera buffa, da Rameau a Pasquini,
Respighi tocca gli estremi della liricità dannunziana e di
quella pascoliana: la religiosità diventa estasi, la natura
si frammenta in quadretti esotici e si tramuta in simboli. (m.l.)
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Alfredo
Casella: la vita, l'opera, galleria di immagini (in inglese) |
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