La
Sinfonia Pastorale e il Quarto concerto per pianoforte e orchestra formano
un corpo eccentrico rispetto al cliché del Beethoven eroico e umanitario;
sembrano quasi una deviazione dal percorso artistico irruento e volitivo
che ha caratterizzato l'immagine romantica del compositore. Si contrappongono
alla musica statuaria e ieratica delle altre partiture per una proprietà
comune: il tentativo di entrare quasi in confidenza con l'ascoltatore, il
desiderio di parlare. Parla il Recitativo del concerto per pianoforte, parlano
i paesaggi naturali e gli uccelli nella Sinfonia, mormorano i ruscelli,
festeggiano e cantano i pastori.
Cosa dicono? Tentano di esprimere concetti universali, inflessioni piuttosto
che idee definite, "sentimenti piuttosto che pittura", come ebbe
a spiegare lo stesso Beethoven; tentano di farci intendere il loro desiderio
di parlare piuttosto che informarci di qualcosa. È semplice intuirlo;
è talmente semplice che la Pastorale è la Sinfonia piú
spesso proposta all'ascolto dei bambini, che condividono lo stesso sentimento
del voler parlare e non poterlo dire; e come per insegnare a parlare ai
bambini si fanno vedere gli oggetti e gli si dice il nome, o magari gli
si mostrano le figure di animali e se ne imita il verso, così Beethoven
ogni volta ci istruisce a distinguere gli oggetti musicali, con inattesa
pazienza e indulgenza. Ci ripete i suoi temi, in lunghe sezioni espositive,
e prima di passare ad altro si accerta che abbiamo davvero capito. Ferma
tutto il flusso dell'elaborazione tematica per farci ascoltare il verso
di un cuculo della foresta. Ci prende per mano e ci insegna un mondo di
metafore ancor oggi vivo e pieno di desiderio, quel desiderio di avere di
fronte a noi una natura docile e amica, che stia lì solo per il nostro
sguardo, e tanto più questo desiderio sta definitivamente migrando
nel mondo dei sogni (o delle utopie), tanto è necessaria per noi
oggi questa musica.
Il 22 dicembre 1808, una data per ciò divenuta celebre, Beethoven
presentò al pubblico viennese un'immagine complessiva del suo universo
musicale: nella stessa serata furono eseguite la Quinta e la Sesta sinfonia,
la Fantasia corale op. 80 e il Concerto in sol maggiore, oltre alcuni brani
della Messa op. 86. Ascoltiamo solo una parte di questo universo, una parte
coerente e circoscritta. |