| Quasi duemila spettatori
tra adulti e ragazzi delle scuole hanno partecipato la scorsa stagione alle
cinque rappresentazioni del Piccolo spazzacamino di Britten al Piccolo Regio;
altrettanti ne sono attesi per la ripresa che va in scena dal 2 al 4 di
questo mese. Un cast di interpreti giovani e giovanissimi (il protagonista
ha undici anni), affiancato dal Coro di voci bianche del Regio e del Conservatorio
"G. Verdi" e accompagnato dagli Strumentisti dell'Orchestra del
Regio, sarà guidato dal direttore Giulio Laguzzi nell'allestimento
firmato da Paola Viano.
La
nostalgia dell'infanzia come periodo di innocenza perfetta e di sensibilità
artistica allo stato puro, che precede la "civilizzazione" dell'uomo
e la perdita definitiva della spontaneità, costituisce un motivo
ricorrente nella vasta produzione dell'inglese Benjamin Britten (1913-1976).
Sul piano musicale l'atteggiamento si manifesta attraverso la predilezione
delle voci bianche e la creazione di pagine di intento didattico, come
la Young Person's Guide to the Orchestra, o che prevedono la partecipazione
di un pubblico composto anche da bambini, come The Little Sweep, ideata
nel 1949 e rappresentata lo stesso anno al II Festival di Aldeburgh. Il
nucleo ispiratore del breve capolavoro sono, per il librettista Eric Crozier
e per lo stesso Britten, due liriche di William Blake, entrambe intitolate
The Chimney Sweeper (Lo spazzacamino, da Songs of Innocence e Songs of
Experience, 1794). Il tema dello sfruttamento dell'infanzia, reso dal
poeta con immagini accese e ricche di pathos e ripreso dalla letteratura
dickensiana, viene affrontato da Britten con meravigliosa levità,
conservando sempre il senso del divertimento o perfino dell'umorismo,
evitando il sentimentalismo zuccheroso a favore della sincera commozione,
magari col sorriso sulle labbra. Il piccolo spazzacamino costituisce la
seconda parte di uno spettacolo più articolato intitolato Facciamo
un'opera!; nella prima parte sette bambini e quattro adulti decidono di
inventare un'opera con tutti gli ingredienti: libretto, arie, pezzi d'assieme,
cori, parti recitate, partitura strumentale per quartetto d'archi, pianoforte
a quattro mani e percussioni (trattati in modo magistrale da Britten,
che ottiene coloriti strumentali originalissimi); l'esecuzione, inoltre,
richiede l'apporto del pubblico in apertura, chiusura e in due interludi:
Il bagno di Sammy, la scena della "grande trasformazione" che
si svolge su un tempo di valzer sincopato, e la bellissima Canzone notturna,
coi suoi effetti onomatopeici che creano un'atmosfera magica. Col Piccolo
spazzacamino Britten compie il miracolo di eliminare la cosiddetta "quarta
parete" tra pubblico e palcoscenico e forse anche qualche parete
tra i piccoli e noi.
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