Sistema Musica aprile 2003
teatro regio torino
  I due labirinti del Tango
di Marco Castellani
orch. filar. torino
mercoledì 2 aprile
Teatro Regio - Foyer del Toro ore 17.30
Tango: la danza
Dalle origini al tango moderno conferenza danzata

mercoledì 9 aprile
Teatro Regio - Foyer del Toro ore 17.30
Tango: la musica
L'eredità di Astor Piazzolla concerto-conferenza
In collaborazione con l'Associazione El Barrio Tanguero

NAVIGARE IN MUSICA
  Un sito dedicato all'artista Astor Piazzolla
Alma de BohemioNessun altro ballo al mondo ci tocca tanto in profondità quanto il Tango. Ci basta vederlo ballare bene e con sincerità una sola volta per accorgerci che i ballerini hanno il nostro volto e che le figure esprimono le millenarie movenze della coppia umana. Le ragioni del successo planetario del tango forse sono tutte qui, in questa sua capacità di far vibrare le corde più intime del nostro cuore. Ma da dove viene quella che è stata definita "l'arte popolare più profonda del mondo"? Gli studiosi che volessero verificarne le origini si troverebbero ben presto nella stessa disperante situazione dei due re nei due labirinti dell'apologo di Borges: il musicologo, smarrito in un fragoroso assortimento di documenti sonori; il critico di danza, paralizzato nell'invulnerabile nebbione delle congetture. Nella musica, il labirinto dei reperti, fatto di rulli traforati, incisioni su dischi di cera, matrici e partiture, conduce a una ridondante tassonomia in scala uno a uno, tanto precisa da coincidere con il terreno che vorrebbe descrivere, quanto superflua. Nella danza invece, le altrettanto labirintiche informazioni non pervengono nemmeno a un barlume d'ipotesi condivisa: nessun documento visivo, nessuna terminologia approvata. Il labirinto più efficace, diceva appunto Borges, è il deserto. Questo paradossale miscuglio di penuria da un lato e di sovrabbondanza dall'altro, preclude ai ricercatori ogni approccio "scientifico" al tango. Dovremo ancora una volta fare ricorso al corpo, alla sua memoria organica, a quanto ancora rimane di vivo e di vero nella fisicità dei tangueros nonostante le equivoche suppellettili del tango-business che vi sono state accatastate negli ultimi anni. Ecco perché quella che terrà Mariachiara Michieli sarà una "conferenza danzata". Avvalendosi di una coppia di ballerini, illustrerà il passaggio dal tango primigenio a quello moderno attraverso i passi e le sequenze create dal suo maestro Antonio Todaro. Una performance filogenetica nelle profondità del movimento a due, che sarà ulteriormente arricchita dagli interventi di Elisa Guzzo Vaccarino sui rapporti tra il tango e la danza contemporanea. Le risorse della musicologia comparata saranno invece impiegate da Stefano Zenni nella sua conferenza dedicata all'eredità di Astor Piazzolla. Anche qui saranno messe in luce, con l'ausilio della musica dei Quintettango, le relazioni del tango con le tecniche formali della musica classica e del jazz, ovvero la fusione di mondi e culture musicali differenti in un unico gesto musicale che si fonda sulla danza, quindi di nuovo sul corpo, e che al tempo stesso la trascende.
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