Nella
storia plurisecolare del Teatro Regio, che risale al 1740, trent'anni sono
un arco di tempo relativamente breve. Ma l'accelerazione esponenziale che
caratterizza il nostro tempo ha reso questo periodo cruciale per delineare
la nuova identità di una istituzione che mette in scena l'opera servendosi
di un aggiornato apparato produttivo. Sulle ceneri del glorioso edificio
disegnato da Benedetto Alfieri e distrutto da un incendio nel 1936, il 10
aprile 1973 veniva battezzato dopo una lunga gestazione il nuovo Teatro
Regio, progettato da Carlo Mollino e Marcello Zavelani Rossi: una struttura
efficiente e dinamica che fin dalla nascita ha basato la propria attività
su un perfetto equilibrio di artigianato e tecnologia, tradizione e innovazione.
Per festeggiare il trentesimo compleanno, dopo il preludio del 9 aprile
al Piccolo Regio, nel corso del quale Giorgio Gualerzi e Orlando Perera
proporranno una rassegna audiovisiva dei migliori spettacoli "tra critica
e cronaca", la giornata del 10 aprile prevede alcuni appuntamenti da
non perdere. Si inizia nel pomeriggio con una tavola rotonda, cui sono stati
invitati alcuni dei protagonisti della serata inaugurale, da Raina Kabaivanska
che interpretò la parte della protagonista nei Vespri siciliani,
all'ingegner Aldo Brizio che diresse i lavori di ricostruzione, da Giorgio
Gualerzi che curò l'ufficio stampa della manifestazione a Giorgio
Pestelli che recensì lo spettacolo, da Mario Nasciguerra, il direttore
di scena che coadiuvò la "regista" Maria Callas nella gestione
del palcoscenico a Nuccio Messina che organizzò insieme a Gassman
la maratona inaugurale al Piccolo Regio. Al termine della tavola rotonda,
nel Foyer del Piccolo Regio è in programma l'inaugurazione di una
sezione espositiva del materiale dell'Archivio Storico del Regio curato
da Piero Robba, primo nucleo di quello che potrebbe diventare il Museo del
Teatro Regio: le tavole settecentesche di Benedetto Alfieri e quelle dell'Encyclopédie
di Diderot e D'Alembert, i bozzetti dei sipari ottocenteschi, una collezione
di antichi libretti, una ricca sezione dedicata a Francesco Tamagno con
lettere, cimeli, costumi sono alcuni dei preziosi oggetti in mostra.
Dopo la scopertura di due targhe, una dedicata ai fondatori dell'Archivio
storico, l'altra al commendator Giuseppe Erba, convinto fautore della ricostruzione
del Regio e instancabile sovrintendente, è previsto il taglio del
nastro di una mostra celebrativa ospitata all'Archivio di Stato di piazzetta
Mollino. Seguendo un percorso cronologico articolato nei quattro saloni
aulici del piano terreno vengono esposti manifesti, fotografie, bozzetti
e figurini, modellini, oggetti e libretti e attraverso un supporto informatico
viene data una dimostrazione delle applicazioni della tecnologia nel processo
produttivo, nella progettazione scenotecnica e nella attività promozionale
di un moderno teatro d'opera. Senza contare le serate di balletto e i concerti,
dal 1973 a oggi sono 275 i titoli operistici messi in scena per un totale
di 2368 rappresentazioni interpretate da migliaia di artisti provenienti
da ogni parte del mondo a favore di un pubblico di oltre 3.000.000 di spettatori:
questo è il bilancio di trent'anni. Pochi, dicevamo, rispetto alla
storia del Regio, ma decisivi per ribadire la centralità del Teatro
nella vita culturale della Città e per costruire il suo futuro. |