Sistema Musica aprile 2003
assoc. lingotto musica
  Kempf, un inglese dal cuore russo
di Monica Luccisano
 
Frederick KempfFreddy Kempf è nato a Londra - oggi ha 26 anni - ma il suo cuore è profondamente russo. Il suo cuore di pianista, s'intende, ma non solo, dal momento che anche sua moglie è russa. La sua carriera è cominciata nel 1992, quando quindicenne vince il Concorso della BBC: è il vincitore più giovane nella storia del Concorso. E già spuntano le ali. Ma è con il terzo premio al Concorso "Cajkovskij" di Mosca, nel 1998, dove esegue il Terzo concerto di Rachmaninov, che l'incontro con i vertici del pianismo universale, radicato nella storia e nella sensibilità di quel paese, si traduce per Kempf in popolarità e successo: la stampa lo saluta come "eroe del Concorso". Da un evento si genera una coscienza artistica ma si innesca anche il senso manageriale di una carriera agli albori, concerto dopo concerto, e quando si comincia a registrare sempre il tutto esaurito, allora occorre tenersi ben saldi e stare in equilibrio. Il pianista che aveva conquistato Mosca ormai ha spiccato il volo: Londra, New York, Salisburgo, Vienna, Zurigo, Milano, Rotterdam, tournée in Giappone con l'Orchestra Filarmonica di Dresda, concerti a Filadelfia con l'Orchestra Sinfonica diretta da Sawallisch, a San Pietroburgo con la Filarmonica diretta da Temirkanov per infine tornare alla sua amata Mosca con l'Orchestra Nazionale Radiofonica diretta da Fedoseyev.
Nel 2001 un altro riconoscimento: il prestigioso Classical British Awards nomina Kempf "Miglior giovane artista inglese". E il volo si fa alto. Ma Kempf sa mantenere l'equilibrio. Le sue ali hanno cervello. In lui eccezione e normalità coincidono. Magari ti racconta che odia i continui spostamenti, l'atmosfera estranea degli hotel, che sente nostalgia della propria casa. Allo stesso modo ti confessa l'amore per Rachmaninov, ma anche la voglia di sperimentare, l'esigenza di una libertà di scelta che a questo punto della sua carriera non sempre gli è concessa. Semplicemente ti spiega che quando ti viene bene una cosa te la fanno ripetere all'infinito. Ma lui partendo da Rachmaninov - di cui ha inciso ed eseguito sonate, concerti, variazioni, preludi - apre strade concentriche e diramazioni verso Beethoven, Chopin, Liszt, Bach, Schubert, Bartók, Debussy, Prokof'ev, Busoni, Berg.
E ancora: dalla turris eburnea del solista, Kempf non dimentica mai di assaporare il gusto della musica da camera, entratogli nelle vene dai tempi del Marlboro Festival. Lui sa quanto è importante lavorare in gruppo, e per nulla al mondo perderebbe il piacere di condividere, insieme agli oneri, gli onori della ribalta. Nel Kempf Trio lo affiancano Pierre Bensaid e Alexander Chausian, in un'attività discografica e concertistica di primo piano. La sua esuberanza giovanile gli permette di correre rischi quando si trova nell'arena, tecnicamente un fenomeno, sa di poter azzardare, ha una prontezza tale che la sua musica è combustione pura, alchimia. La sua sensibilità e intelligenza, insieme alla sua modestia, lo portano a riflettere, a non godere di luce propria, tracciando un itinerario artistico logico anche attraverso valutazioni di percorso apparentemente sorprendenti. Perché suonare in fondo resta una meravigliosa esperienza.
Sistema Musica via San Francesco da Paola, 3 - Torino - e-mail: sistemamusica@comune.torino.it