Sistema Musica aprile 2003
assoc. lingotto musica
  Quartetto ConTempo, coppie di sposi a Londra
martedì 15 aprile
Sala Cinquecento - Lingotto ore 18

Giovani per i giovani
ConTempo String Quartet
Musiche di Mozart, Schumann, Constantinescu

NAVIGARE IN MUSICA
  Il sito della Royal Academy of Music
Si conoscono da quando sono bambini. Hanno studiato per anni insieme all'Università della Musica di Bucarest. Ora si sono sposati. Tra di loro: violino con violino e viola con violoncello. Due coppie per un quartetto. È il quartetto ConTempo, formato da quattro giovani rumeni, dal 1999 insediati a Londra. Abbiamo incontrato Adrian Mantu, il violoncellista del gruppo, che ci ha raccontato la storia del loro successo. "Sono ormai sette anni e mezzo che suoniamo insieme. Siamo insieme nella vita come sul palco, e forse è lì la chiave della nostra riuscita, che ci ha permesso di vincere in questi anni ben dodici concorsi internazionali e di suonare per il Papa a Castelgandolfo.
Senza l'interessamento di Sigmund Nissel, il secondo violino dello storico Quartetto Amadeus, non saremmo arrivati dove siamo ora. È infatti grazie a lui che siamo diventati, quattro anni fa, "quartetto residente" alla Royal Academy of Music di Londra; e, come se non bastasse, alla Royal ci ha anche aiutato in ogni modo per trovare concerti e i mezzi per andare avanti". Adrian spiega che in qualità di "quartetto residente" oltre a poter studiare con Nissel e i suoi colleghi dell'Amadeus, il suo Quartetto riceve in prestito dalla scuola degli stupendi strumenti italiani del Settecento e insegna a sua volta agli studenti più giovani delle classi di musica da camera. "Tra i quartetti contemporanei - continua Adrian - abbiamo avuto modo di studiare con tutti i migliori: dall'Alban Berg al Quartetto Hagen. Proprio da quest'ultimo abbiamo tratto l'ispirazione più grande, diciamo il modello per il nostro approccio interpretativo. In due parole: analisi scrupolosa della partitura, grande rispetto e studio delle intenzioni dell'autore, attenzione alle scelte di tempo. Ma poi una volta sul palco via libera al cuore e all'estro del momento!".
Nel programma del concerto di Torino c'è un brano di Constantinescu, un compositore rumeno scomparso negli anni Sessanta: "È un brano ispirato alla nostra musica popolare: è stato scritto nel 1947 e la prima esecuzione in Inghilterra l'abbiamo fatta noi alla Wigmore Hall, due anni fa. Penso che a Torino sarà la prima italiana! Purtroppo, a differenza di Enescu, Constantinescu è rimasto segregato dal regime in patria, essendo molto religioso. Questo spiega perché è totalmente sconosciuto all'estero". Adrian continua raccontando di come sia stimolante applicare le scoperte timbriche della musica d'oggi anche ai classici del repertorio. Ma l'ultima parola è per il futuro, che si mostra già carico di certezze: "La bella notizia è che da gennaio siamo stati scelti come "complesso residente" nella città di Galway in Irlanda. È un'occupazione seria, che ci darà tranquillità fino al 2006". (a.b.)
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