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| Boreyko, Korsten e Størgårds: tre direttori per il futuro |
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Avanti!
Ci sembra questa la sintesi efficace dei profili di tre direttori che si
avvicenderanno sul podio dell'Orchestra del la Rai. Andrey Boreyko, Gérard
Korsten e John Størgårds, tutti giovani eppure forti di una
carriera folgorante e precoce. Korsten a soli vent'anni vince il South African
Broadcasting Corporation's 1981 Conducting Competition, Boreyko vince i
Concorsi "Fitelberg" e "Kondrashin", Størgårds
dirige prestissimo tutte le orchestre della Finlandia. Due su tre sono violinisti
e uno di questi - Korsten - è allievo del grande ungherese Sandór
Végh, fondatore del Festival di Cervo: moderna tendenza (in realtà
si tratta del recupero di una antica consuetudine) che vede la bacchetta
come complemento e coronamento di una carriera da strumentista.Nessuno nasce nel cuore dell'Europa o degli Stati Uniti: uno in Finlandia, l'altro in un'appena rinata San Pietroburgo, il terzo in Sudafrica, segno di un tempo nel quale le nuove idee sono scovate nei territori periferici del mondo, come se nei centri del potere economico la vena della creatività si fosse prosciugata. Korsten si dedica principalmente alla direzione d'opere di repertorio, esaltando le sue doti di concertatore equilibrato e sensibile nel bilanciare vocalità e strumenti d'orchestra; attualmente è direttore musicale del Teatro Lirico di Cagliari, dove programma una stagione che comprende una rosa di classici alternata ad allestimenti originali. Ma non si esime dal frequentare pagine del Novecento di valore assoluto, come ha fatto proponendo per la prima volta in Sudafrica il Peter Grimes di Britten, con il quale ha riscosso un inaspettato quanto clamoroso successo, o il Die ägyptische Helena di Richard Strauss nella sua prima stagione a Cagliari. Gli altri due direttori legano strettamente il loro nome alla frequentazione della musica contemporanea a loro più familiare e s'impegnano con forza per la sua diffusione. Boreyko, considerato tra i direttori russi più talentuosi dell'ultima generazione, capace - afferma la critica tedesca - di condurre la compagine orchestrale con pugno di ferro, di scuotere i nervi e insieme di trasmettere caloroso afflato sentimentale e naturalezza all'eloquio musicale, esibisce come corpus qualificante del suo repertorio la musica russa contemporanea: alla testa del catalogo Sofia Gubaidulina; seguono Gija Kancheli e Vialentin Silvestrov. Non mancano
nell'albo prime mondiali importanti, come Le stagioni russe di Leonid Desjatnikow
con l'apporto eccellente di Gidon Kremer. Per Størgårds, invece,
la parola chiave è "Avanti!": è questo infatti il
nome di un'orchestra finlandese che ricalca il modello e gli scopi del parigino
Ensemble Intercontemporain. Perché Størgårds ha ricoperto
per anni la sedia del violino di spalla maturando il desiderio di capeggiare
un'intera orchestra che si dedicasse all'interpretazione della nuova musica
e in particolare quella di autori finlandesi come Magnus Lindberg e Kaija
Saariaho. Ora sta realizzando questo suo progetto con grandi orchestre europee e con lo stesso Ensemble Intercontemporain (insieme al quale è stato ospite a Torino in occasione di una recente edizione di Torino Settembre Musica), senza peraltro smettere di imbracciare il violino per suonare Schumann. Boreyko, Korsten e Størgårds sono direttori che, con sfumature differenti, guardano avanti, verso un modo versatile di occuparsi di musica, con uno sguardo vigile sulle ultime generazioni di compositori e i grandi del passato recente e con un'idea modulare del pensare gli organici e i ruoli: sono coscienti di come rivoluziona-rie siano le scelte silenziose e moderatamente innovative, che non negano i trascorsi, ma procedono a passi convinti e incuriositi verso ciò che non è ancora stato. (g.n.) |
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