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| Il
Mozart imprevedibile di Ettore Scola di Stefano Della Casa |
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"Non
ho difficoltà a concedere interviste, naturalmente: purché
non si tratti di radio, di giornali o di televisione". La premessa
con la quale Ettore Scola si schermisce da una possibile intervista sulla
sua prima regia di opera lirica è coerente con il suo talento di
umorista formatosi sulle colonne del "Marc'Aurelio", ma potrebbe
raggelare per sempre il giornalista malcapitato. Per fortuna, Mozart è
un ottimo argomento e Così fan tutte si presta molto bene a una conversazione
leggera ma approfondita. "È un'opera che non ha il significato
di altre dello stesso Mozart, non suona come "mille bombarde che sparano
contro la nobiltà". Ma forse è interessante proprio per
questo. Consente di essere meno schiavo della fissità del libretto.
Ad esempio ho alleggerito alcune parti recitative perché rallentavano
l'azione appesantendola. E ho pensato di lavorare soprattutto sulla recitazione,
su come gli attori staranno in scena. In questo posso intravedere un ruolo
possibile per il regista. Per il resto, l'opera lirica è molto codificata.
Il libretto spesso è modesto, il suo contenuto è completamente
lontano e a volte incomprensibile. Ma l'appassionato di lirica giustamente
non sopporta manomissioni. Ecco perché penso che la zona in cui il
regista può far valere la sua autonomia sia la recitazione. E su
essa io lavorerò".Non è la prima volta, naturalmente, che a Ettore Scola viene chiesta una regia lirica. Prima, ad esempio, è arrivato il Maggio Musicale Fiorentino. "Avevo appena girato Il mondo nuovo, era stato un buon successo, loro dovevano allestire un Andrea Chénier e così hanno pensato a me perché avevo appena trattato la Rivoluzione Francese. Ma non se ne fece niente". Il regista di C'eravamo tanto amati e di Una giornata particolare (che sta per essere restaurato dalla Philip Morris) ha appena terminato un nuovo film e conta i giorni che lo separano dal missaggio dell'ultima fatica per lo schermo e, a ruota, dal suo cimento teatrale con Mozart. "Già, Mozart. Non so nemmeno se sia il più grande. Io ascolto molta musica classica. Di Mozart mi piace il fatto che sia imprevedibile. La musica per me è importante, ma non mi sento uno specialista". Non sarà uno specialista, non si ritiene un appassionato ma la musica è molto importante per il suo cinema. Basti pensare a Ballando ballando, dove con le note scorrono un secolo di fatti storici e di drammi personali. Oppure al già citato Una giornata particolare, o ancora al ruolo che le canzoni avevano in un film che Scola ha firmato come sceneggiatore, Io la conoscevo bene, dramma socio-esistenziale per una giovanissima e stupenda Stefania Sandrelli. "Eppure, sembrava proprio che il mio cinema e l'opera lirica non si sarebbero mai incrociati. Da giovane, ad esempio, ho fatto il "negro" per moltissimi film, scrivevo sceneggiature e dialoghi senza figurare sui titoli di testa. È avvenuto per i Totò, per le commedie, persino per qualche film d'avventura. Mai per i film tratti da opere liriche. Eppure, all'epoca se ne facevano molti. Age, Scarpelli e lo stesso Monicelli, per esempio, hanno scritto la sceneggiatura di Casa Ricordi, vera e propria summa dell'opera lirica italiana. Un capolavoro di comicità involontaria, con dialoghi tipo "Oh, ciao Donizetti!" "E tu come stai, Rossini?". Il fatto di non averci partecipato sembrava un segno del destino. Invece, eccomi qua, al Regio e con Mozart. A Torino ho già girato due film, Trevico-Torino. Viaggio nel Fiat-Nam e Passione d'amore. Due film diversissimi, il primo militante e di attualità, il secondo melodrammatico e in costume. Con Così fan tutte mi presento per la terza volta. L'importante è fare sempre qualcosa di diverso. E naturalmente, non rilasciare mai e poi mai una intervista". |
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| Omaggio al cinema di Scola | ||||
| In occasione della
presenza di Ettore Scola a Torino per la messinscena dell'opera mozartiana
Così fan tutte, il Museo Nazionale del Cinema organizza, presso
la Multisala Massimo, un omaggio alla sua carriera di regista cinematografico. A partire dal 1964, anno del suo esordio dietro alla macchina da presa con Se permettete parliamo di donne, Scola si è imposto come una delle voci più originali e ispirate del cinema italiano, distinguendosi per la sua capacità di raccontare la storia politica e sociale del nostro paese con passione e ironia. Particolarmente rappresentativi sono, in questo senso, il recente Concorrenza sleale e il "mitico" C'eravamo tanto amati, che verrà presentato nella versione recentemente restaurata dalla Fondazione Scuola Nazionale di Cinema - Cineteca Nazionale. Non mancheranno poi i suoi lavori più intensi e politicamente impegnati, come Una giornata particolare e Trevico-Torino. Viaggio nel Fiat-Nam. La manifestazione si compone di dodici titoli e prevede un incontro con il regista in occasione della proiezione di C'eravamo tanto amati. |
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| Sistema Musica via San Francesco da Paola, 3 - Torino - e-mail: sistemamusica@comune.torino.it | ||||