Sistema Musica aprile  2003
acc. corale stefano tempia
  Krzysztof Lukas, organista romantico
orch. filar. torino
giovedì 24 aprile
Conservatorio ore 21

Krzysztof Lukas organo
Musiche di Gorski, Bach, Widor

NAVIGARE IN MUSICA
  Il sito dell'antica bottega di restauro Vegezzi-Bossi
Krzysztof LukasCremolino è un delizioso borgo medievale appollaiato su una delle tante colline dell'alto Monferrato. Ha un castello in piena regola e tanti vigneti che danno un dolcetto giustamente famoso. Da qualche anno c'è un motivo in più per visitare questo piccolo paese. È l'organo custodito nella sua Chiesa parrocchiale, uno strumento unico costruito da Vegezzi Bossi nel 1914 e recentemente restaurato. Da qui è nata l'idea del Concorso Internazionale di Interpretazione Organistica "Vegezzi Bossi", giunto quest'anno alla sua sesta edizione. Nel pacchetto di premi del primo classificato figura anche un concerto all'organo del Conservatorio di Torino, nella Stagione della "Stefano Tempia". Quest'anno tocca al giovane organista polacco Krzysztof Lukas, vincitore dell'edizione passata.

Krzysztof, ci parli un po' di lei: come ha iniziato a suonare l'organo?
"Ho ventotto anni e faccio musica da quando ne avevo sei. Ho cominciato con il pianoforte, poi ho suonato per tre anni il contrabbasso. A sedici anni mi sono ritrovato a studiare organo. Ho frequentato l'Accademia di Katowice, dove mi sono diplomato anche in clavicembalo. Ora continuo con entrambi, anche se dedico più tempo all'organo. E ci sono molte differenze tra i due strumenti, ma anche tante affinità che arricchiscono il modo di suonare. È un po' come avere due fidanzate, ma che per fortuna non sono gelose l'una dell'altra!".

Alle prese con il clavicembalo e con l'organo: lei è uno specialista in musica barocca?
"Credo di non essere specialista di niente. Sono ancora uno studente, e perciò devo suonare ancora di tutto, non solo Barocco. Poi con tutti i concorsi a cui ho partecipato, ho dovuto eseguire musica contemporanea, romantica e antica e in un certo senso ho dovuto essere uno specialista di tutto! Conoscere la prassi esecutiva filologica, però, è una cosa necessaria, anche se per noi organisti è un problema perché non possiamo contare su uno strumento nostro. Comunque, un buon strumento è il miglior maestro e la migliore fonte di ispirazione".

A proposito di maestri, quali sono state le sue guide?
"Attualmente studio a Stoccarda con Jon Laukvik. Durante masterclass e corsi estivi sono entrato in contatto con i più grandi organisti del mondo e tra questi devo citare senz'altro Ton Koopman, che mi ha affascinato moltissimo. Un altro maestro a cui sono molto legato è Guy Bovet, per cui nutro il più grande rispetto".

Lei ha studiato anche con molti maestri italiani e ha partecipato spesso a concorsi nel nostro paese. Quali sono le sue relazioni con l'Italia?
"Ho avuto modo di conoscere musicisti del calibro di Tagliavini, Marcon, Ghielmi e ho ricevuto molti insegnamenti da loro. Qui in Italia ho avuto molti riconoscimenti, tra cui voglio ricordare il Premio "Bucchi" a Roma, dedicato all'organo nel XX secolo. L'Italia è un paese che adoro, anche per la gentilezza delle persone. Sono contento di avere l'occasione di ritornarvi per questo concerto".

Che programma ha scelto per l'occasione?
"La scelta dei pezzi è dipesa dal tipo di organo. Nel vostro Conservatorio c'è un organo romantico, quindi suonerò principalmente musica di quel periodo. Ma non è un sacrificio: anzi, a dire il vero, la mia anima, in fondo in fondo, è romantica". (a.b.)

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