Cremolino
è un delizioso borgo medievale appollaiato su una delle tante colline
dell'alto Monferrato. Ha un castello in piena regola e tanti vigneti che
danno un dolcetto giustamente famoso. Da qualche anno c'è un motivo
in più per visitare questo piccolo paese. È l'organo custodito
nella sua Chiesa parrocchiale, uno strumento unico costruito da Vegezzi
Bossi nel 1914 e recentemente restaurato. Da qui è nata l'idea del
Concorso Internazionale di Interpretazione Organistica "Vegezzi Bossi",
giunto quest'anno alla sua sesta edizione. Nel pacchetto di premi del primo
classificato figura anche un concerto all'organo del Conservatorio di Torino,
nella Stagione della "Stefano Tempia". Quest'anno tocca al giovane
organista polacco Krzysztof Lukas, vincitore dell'edizione passata.
Krzysztof, ci parli un po' di lei: come ha iniziato a suonare l'organo?
"Ho ventotto anni e faccio musica da quando ne avevo sei. Ho cominciato
con il pianoforte, poi ho suonato per tre anni il contrabbasso. A sedici
anni mi sono ritrovato a studiare organo. Ho frequentato l'Accademia di
Katowice, dove mi sono diplomato anche in clavicembalo. Ora continuo con
entrambi, anche se dedico più tempo all'organo. E ci sono molte
differenze tra i due strumenti, ma anche tante affinità che arricchiscono
il modo di suonare. È un po' come avere due fidanzate, ma che per
fortuna non sono gelose l'una dell'altra!".
Alle prese con il clavicembalo e con l'organo: lei è uno specialista
in musica barocca?
"Credo di non essere specialista di niente. Sono ancora uno studente,
e perciò devo suonare ancora di tutto, non solo Barocco. Poi con
tutti i concorsi a cui ho partecipato, ho dovuto eseguire musica contemporanea,
romantica e antica e in un certo senso ho dovuto essere uno specialista
di tutto! Conoscere la prassi esecutiva filologica, però, è
una cosa necessaria, anche se per noi organisti è un problema perché
non possiamo contare su uno strumento nostro. Comunque, un buon strumento
è il miglior maestro e la migliore fonte di ispirazione".
A proposito di maestri, quali sono state le sue guide?
"Attualmente studio a Stoccarda con Jon Laukvik. Durante masterclass
e corsi estivi sono entrato in contatto con i più grandi organisti
del mondo e tra questi devo citare senz'altro Ton Koopman, che mi ha affascinato
moltissimo. Un altro maestro a cui sono molto legato è Guy Bovet,
per cui nutro il più grande rispetto".
Lei ha studiato anche con molti maestri italiani e ha partecipato
spesso a concorsi nel nostro paese. Quali sono le sue relazioni con l'Italia?
"Ho avuto modo di conoscere musicisti del calibro di Tagliavini,
Marcon, Ghielmi e ho ricevuto molti insegnamenti da loro. Qui in Italia
ho avuto molti riconoscimenti, tra cui voglio ricordare il Premio "Bucchi"
a Roma, dedicato all'organo nel XX secolo. L'Italia è un paese
che adoro, anche per la gentilezza delle persone. Sono contento di avere
l'occasione di ritornarvi per questo concerto".
Che programma ha scelto per l'occasione?
"La scelta dei pezzi è dipesa dal tipo di organo. Nel vostro
Conservatorio c'è un organo romantico, quindi suonerò principalmente
musica di quel periodo. Ma non è un sacrificio: anzi, a dire il
vero, la mia anima, in fondo in fondo, è romantica". (a.b.)
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