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La
coda al camerino per avere una foto? La telefonata all'amico melomane
informatissimo per sapere dove canterà in futuro il nostro
cantante preferito? Cose del passato. Oggi c'è Internet e
se volete sapere tutto ma proprio tutto su un cantante basta avviare
un motore di ricerca ed ecco che magicamente vi appariranno foto
di scena e di vita privata, curriculum, prossimi impegni, interviste,
produzione discografica e video. I tre protagonisti di Andrea Chénier
ne sono un perfetto esempio; ognuno di loro ha un sito personale
curatissimo e aggiornato con tanto di file audio per ascoltare le
loro interpretazioni e anche un indirizzo e-mail al quale scrivere:
Daniela Dessì (www.danieladessi.com),
Fabio Armiliato (www.fabioarmiliato.com)
e Juan Pons (andypons.eresmas.net,
a dire il vero il meno aggiornato e con qualche pagina ancora under
construction).
Racconta che da bambina voleva fare l'attrice, ma siccome una zia
faceva il mezzosoprano, per Daniela Dessì (nata a Genova)
il cammino divenne quello della musica. Non ha però mai tradito
la vocazione "infantile" visto che è una delle
cantanti attrici più apprezzate, soprano versatile e dal
repertorio vastissimo. Così, se il debutto avviene nel nome
di Pergolesi con La serva padrona, poi ci sono un importante capitolo
mozartiano (Le nozze di Figaro e Così fan tutte alla Scala
con Muti, Don Giovanni a Firenze con Mehta e La clemenza di Tito
a Salisburgo) e una altrettanto importante presenza verdiana (Otello
con Domingo a Barcellona - partitura studiata in una settimana -
Simone Boccanegra e Don Carlos a Vienna con Abbado, Falstaff alla
Scala con Muti). Diventa quindi difficile, in tanta varietà,
scegliere un ruolo o un compositore preferito; però c'è
un periodo storico, chiamiamolo genericamente quello del primo trentennio
del Novecento operistico italiano, che la vede protagonista anche
di titoli desueti come La cena delle beffe di Giordano (applauditissima
nella versione moderna e sexy presentata da Liliana Cavani a Bologna
nel '99), Iris, Madama Butterfly, Tosca, Adriana Lecouvreur, Fedora,
Sly, Trittico (prima cantante a cantare in Italia nella stessa sera
i tre ruoli di Giorgetta, Suor Angelica e Lauretta) e ovviamente
Andrea Chénier.
Da piccolo suo padre gli faceva ascoltare i dischi di Beniamino
Gigli, poi il suo idolo è diventato Franco Corelli; per Fabio
Armiliato, tenore genovese, la carriera inizia nel nome di Spontini,
nel 1986 a Jesi, come Licinio nella Vestale; prima c'era stata una
parentesi nel Coro dell'Opera di Genova. Dichiara di non amare le
carriere fatte di corsa, affrontando le opere senza prove, cantando
una sera in Europa e quella dopo in America, o dove si considera
il cantare alla Scala e al Metropolitan come un punto di partenza
e non d'arrivo. Così dal suo sito, che cura lui stesso tanto
che in America lo chiamano il Cybertenor, apprendiamo che nel 2000
ha tenuto 50 recite e nel 2001 33; ha 33 ruoli in repertorio (da
Adriana Lecouvreur a Norma, da Aida a Tosca). Per lui il Metropolitan
è arrivato nel 1993 con Il trovatore, La Scala nel 1995 con
Mefistofele diretto da Muti, e al Met è presenza costante
tanto da aver preso casa a New York. Come Chénier ha debuttato
il 17 ottobre 1998 a Pittsburgh sotto la direzione di suo fratello
Marco Armiliato; dell'opera di Giordano ha cantato 19 recite in
quattro diverse produzioni, tra le quali quella applauditissima
all'Opéra di Nizza. Una sezione del suo sito (Fabio e Daniela)
ci svela quello che già molti melomani sanno: Daniela Dessì
non è solo una partner che incontra spesso sui palcoscenici
di tutto il mondo, ma è anche la sua compagna di vita.
7/12/1980: se Juan Pons da Cittadella de Menorca (Spagna) dovesse
scegliere la data che ha cambiato il suo destino sicuramente indicherebbe
quel Sant'Ambrogio del 1980 quando debuttò in Falstaff inaugurando
la stagione scaligera diretto da Maazel e con la regia di Strehler:
"Per un ex calzolaio va in delirio la Scala" titolarono
i giornali e fu subito un trionfo. Tutto era cominciato cantando
nel Coro del Collegio di San Francesco de Sales, poi aveva lavorato
per un po' in un calzaturificio, prima di entrare a far parte del
Coro del Liceu di Barcellona. Gli inizi della carriera lo vedono
come basso fino a quando, durante una recita di Aida, Montserrat
Caballé non gli consigliò di passare al registro di
baritono. Dopo quello straordinario Falstaff, personaggio indimenticabile
vocalmente e scenicamente, Maazel lo chiama nel 1981 per inaugurare
la stagione della Staatsoper di Vienna in Tosca accanto a Carreras
e Caballé; nel 1983, con Trovatore, arriva invece il debutto
al Metropolitan. Da allora Pons si è ritagliato un posto
importante sui palcoscenici di tutto il mondo (ma anche in disco
e in video) con un vasto repertorio che va da Verdi a Puccini a
Leoncavallo (il suo Tonio è uno straordinario esempio di
attore-cantante) a Giordano.
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IN MUSICA |
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Il
sito del soprano Daniela Dessì |
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Il
sito del tenore Fabio Armiliato |
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Il
sito di Juan Pons |
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Andrea
Chénier: il libretto, sinopsi e altre informazioni |
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La
scheda di presentazione dell'opera Andrea Chénier |
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SETTIMANALE |
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