|
|
La
bellissima Aglaja Ivànovna Epancín, nell'Idiota di
Dostoevskij, aveva l'abitudine di tenere in un libro le carte importanti,
a portata di mano. In quale libro andò a finire la lettera
inviatale dal principe Myskin? Dentro a Don Quichotte. Ecco come
appare trasformato il grande personaggio di Cervantes nella lettura
dello scrittore russo. Don Chisciotte è l'anima pura che
oppone la sua radicale diversità a un mondo sommerso dalla
marea delle passioni. L'uomo, dominato dall'istinto ferino dell'odio
e dell'amore, trova un riscatto solo nel momento in cui prova il
sentimento della pietà per qualcuno o per qualcosa, quando
riesce ad ascoltare la parte infantile di sé che lo affratella
al Cristo. L'interpretazione di Dostoevskij, imprimendo al personaggio
una direzione spirituale e misticheggiante, ebbe forse più
influenza sul vecchio Massenet di quanto sia immaginabile. Sarà
un caso, ma il Chichotte per antonomasia fu Chaliapin, che lo interpretò
anche in una famosa pellicola di Pabst con musiche composte da Ibert,
dopo che Ravel malato non riuscì a compiere il lavoro.
Ha titoli sufficienti dunque Michele Pertusi per vestire i panni
di Don Chisciotte? Posto che a poco più di trent'anni era
già dichiarato erede del grande Samuel Ramey, il prestante
basso-baritono di Parma ha costruito la carriera su solidissime
basi, con intelligenza e saggio discernimento. Intanto possiede
una tecnica vocale impeccabile, forse meno spavalda di quella di
Ramey, ma naturale e sempre sostenuta da un ottimo gusto musicale.
In secondo luogo Pertusi ha avuto l'accortezza di veleggiare con
cautela verso il mondo di Verdi, dove le grandi anime sono in ansiosa
attesa di una voce che le inveri. Prima ha conquistato il teatro
di Mozart e soprattutto quello di Rossini, e adesso può cominciare
a pensare ai possenti personaggi verdiani con la voce rimasta fresca
e agile. Così quando l'anno scorso Pertusi ha cantato Falstaff
a Bologna, diretto da Daniele Gatti, il rossiniano doc ha lasciato
tutti a bocca aperta. L'uomo peraltro ha nelle stelle un destino
da protagonista. I suoi ruoli sono altrettanti titoli d'opera: Don
Giovanni, Guillaume Tell, Attila, Don Quichotte.
Nemmeno Anna Caterina Antonacci è avvezza a far da comprimaria.
Troppo bella, troppo dominatrice in scena per rimanere relegata
in ruoli secondari. Eppure la diva d'oggi ha iniziato come semplice
corista, nel Teatro della sua città, Bologna. Con intelligenza
e con ammirevole disciplina l'Antonacci ha percorso tutta la salita
al Parnaso, imparando con molta umiltà dagli artisti con
cui ha lavorato e mettendo fieno in cascina da ogni esperienza.
Il bello è che anche lei deve la sua fortuna a Rossini (ai
cantanti non basteranno mai le pietre per erigere un monumento a
quest'uomo). Grazie alla sua voce singolare, a metà strada
tra un soprano e un contralto, al temperamento eccezionale e alla
bellezza mozzafiato, l'Antonacci ha potuto far rivivere i personaggi
che Rossini creò per Isabella Colbran: Elisabetta, Zelmira
e soprattutto la passionale Ermione. Il suo repertorio comunque
è amplissimo, da Monteverdi ai Beatles, come si dice. Come
Dulcinea è perfetta naturalmente, ma il meglio di sé
lo dà interpretando figure più drammatiche o addirittura
tragiche, come testimonia la sua indimenticabile Armide alla Scala
con Muti.
Uno che proprio non ha il carisma del tragico, invece, è
Roberto De Candia. Il destino ha voluto per lui la maschera del
sorriso e dell'ironia, un po' come è capitato a Woody Allen.
Nella tradizione dei migliori comici, De Candia ha in privato un'anima
delicata e un carattere riflessivo, che dimentica in camerino come
per incanto ogni volta che sale sul palcoscenico per una recita.
Il cast scelto per questo Don Quichotte ha un amalgama perfetto.
Anche De Candia proviene dal mondo di Mozart e di Rossini. La sua
voce, il suo stile, la sua leggerezza sono figli della meravigliosa
commedia umana del teatro del Settecento. Anche lui viene dalla
fucina rossiniana, in cui ha dato recente prova d'eccellenza con
il suo Figaro alla Scala. Non è emiliano come i suoi partner
d'avventura, ma la bravura, la generosità e il sorriso aperto
sono gli stessi. Serviva proprio uno così per completare
un Don Quichotte giovane, elegante e all'italiana.
|
| NAVIGARE
IN MUSICA |
 |
Don
Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes: il libro |
 |
Un
sito francese dedicato al compositore Jules Massenet |
 |
Feodor
Chaliapin: una scheda biografica |
 |
La
presentazione del Don Chisciotte sul sito del Teatro Regio |
 |
| CALENDARIO
SETTIMANALE |
 |
1
/18 gennaio |
 |
19/25
gennaio |
 |
26
/31 gennaio |
|