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gennaio 2003

teatro regio torino

Sul podio per Massenet


Una scena del Don Chisciotte



Una scena del Don Chisciotte

Un valido criterio per stabilire il canone della musica occidentale potrebbe essere quello di valutare l'importanza di un autore in base al numero di interpreti specializzati che lo servono. Già il fatto di averne, in fondo, è un discrimine significativo. Massenet può vantarne al giorno d'oggi almeno uno, Patrick Fournillier. Come direttore musicale del Festival "Massenet" di Saint-Etienne, Fournillier ha diretto opere come Thérèse, Cendrillon, Manon, Cléopatre, La Vierge, Esclarmonde, Grisélidis e ha provveduto inoltre all'orchestrazione di Amadis.
Anzi, fu proprio a partire dall'enorme successo della riproposta di Amadis che ebbe inizio la Massenet-Renaissance di Saint-Etienne. E non è tutto. Credete forse che l'idea di allestire l'Aida al Cairo o di girare la Tosca nei luoghi di Tosca sia una manifestazione esclusiva del genio italico? Niente affatto. I francesi hanno risposto nel 1998 con un documentario musicale di François Roussillon su Thaïs, l'enigmatica cortigiana indissolubilmente legata all'esotica e affascinante città d'Alessandria, con il nostro a dirigere un cast di cantanti tutto egiziano cui ha insegnato con pazienza a pronunciare col naso la vocale a come gli attori della Comédie. Fournillier è talmente votato alla causa Massenet che una delle prime iniziative di successo con cui si fece notare, alla fine degli anni Ottanta, fu di andare a ripescare la Manon Lescaut di Auber. Per i cugini francesi la brillante seduttrice di Auber è infatti l'autentica "altra" Manon, non certo quelle di Puccini e di Henze.
Oltre Massenet, Fournillier ha allargato la sfera delle sue competenze specifiche a buona parte dell'opera francese, dalla Muette de Portici sempre di Auber, che ha diretto anche al Ravenna Festival nel 1991, fino a Quatrevingt-treize di Duhamel (tradotto sarebbe Novantatré, il titolo dell'omonimo romanzo di Victor Hugo dedicato a un episodio cruciale delle vicende della Rivoluzione), passando per i titoli più popolari del repertorio come Carmen di Bizet o Lakmé di Délibes. Come si vede la carriera di Fournillier procede costantemente all'ombra delle fanciulle seducenti e più o meno fortunate del teatro francese, una folla di eroine che Massenet ha prediletto nella sua lunga e duratura carriera. Fino all'ultima opera, però. Lì Massenet ha dimenticato Griselda, Amadigi ed Esmeralda per intrattenersi prima di morire con un'anima maschile, quella di Don Chisciotte, nella speranza di trovare forse nella saggezza di un grande uomo, un vecchio come lui, quelle risposte che mai vengono date. (o.b.)

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