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| GLI ARGOMENTI DEL MESE |
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Graham Vick: un regista capace di creare immagini
di Arrigo Quattrocchi |
| All’Italia
Graham Vick è legato da un rapporto lungo e ricco di
collaborazioni. La prima clamorosa affermazione di questo regista...avvenne
proprio nel nostro paese, nel chiostro di Batignano... |
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Rachmaninov,
il romantico vicino a Gershwin
di Michele Mannucci |
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«Nelle
mie composizioni non ho fatto nessuno sforzo per essere originale, né
romantico, né nazionalistico, o qualunque altra cosa. Scrivo sulla
carta la musica che sento dentro di me, nel modo più naturale possibile... |
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Pletnev
sul pianoforte di Sergej
di Gianni Nuti |
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Il
viso elegante e intenso del giovane nuovo astro del pianoforte, che intanto
è anche diventato un notevole direttore, è oggi solo un poco
più scavato, gli occhi più profondi... |
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Le
virtuosistiche confessioni di Maisky
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I
riccioli lunghi che incorniciano il viso, la cornice completata dalla barba
e dai baffi, con un bel po’ di bianco ormai, donano a Mischa Maisky
un aspetto un po’ intenso e pensoso, un po’ leonino e impetuoso... |
sintonie
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Shostakovich
compositore Cinematografico
di Gianni Rondolino |
| Dmitrij Shostakovich
non amava il cinema, anzi lo disprezzava, stando almeno a quanto ebbe occasione
di raccontare a Solomon Volkov, che nel 1979 ne raccolse le memorie.... |
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| da non perdere |
LA
PASSIONE DEI SOLISTI
Bach, Passione secondo Matteo
Deborah York, Julia Gooding, Magdalena Kozená, Susan
Bickley, Mark Padmore, James Gilchrist, Peter Harvey, Stephan
Loges; Gabrieli Players diretti da Paul McCreesh
2 cd Archiv
È la prima registrazione al mondo a mettere in pratica
la tesi avanzata vent’anni fa da Joshua Rifkin (e poi
ripresa da Andrew Parrott) secondo la quale questa musica deve
essere cantata da voci soliste e non da un coro. Forse sotto
il profilo storico è una stupidaggine (io non credo,
ma il dibattito è aperto); certo, il risultato musicale
è fantastico. Regalata a due gruppi di quattro solisti,
la parte corale anziché essere smagrita si anima di potenza
drammatica, perché i dettagli, i sospiri, i giochi espressivi
non si smarriscono nell’amalgama di un coro; e il bilanciamento
con la doppia piccola orchestra, anch’essa rafforzata
dalla propria essenzialità, risulta ideale.
È un altro modo per ascoltare la Passione secondo Matteo,
un modo più intimo, più intenso. Se per voi la
musica è questione di numeri e di decibel, lasciate perdere.
Ma se volete provare ad ascoltare un possibile senso di questa
partitura, fatevi tentare da McCreesh. (nicola campogrande) |
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