Ci sono ormai molti modi diversi di comporre, mezzi diversi di creare musica. Resta l’orchestra. Da sola, o mescolata a nuove tecniche di produzione di suono. Resta l’ispirazione, o se volete la ragione per la quale nasce una determinata composizione, e queste ragioni nei lavori migliori come sempre si rispecchiano nell’elaborazione musicale. Luca Francesconi è stato ispirato alla composizione di Cobalt and Scarlet a Oslo, dalla luce fredda e smagliante dell’alba e del tramonto. Così la sua splendida trama orchestrale è fatta di colore e di luce, restituiti da una strumentazione variata e ricombinata con eleganza e sapienza. «Di tutti i miei allievi, quello che amato di più è George Benjamin. È dotato come doveva esserlo Mozart da giovane», dichiarò Olivier Messiaen. Un altro suo allievo, Pierre Boulez, ha commissionato a Benjamin un lavoro da eseguire per i festeggiamenti dei propri 75 anni nel 2000; è nato Palimpsest I al quale due anni dopo è seguito Palimpsest II che Boulez ha creato il 5 ottobre 2002. Benjamin ha immaginato di costruire un antico palinsesto, un manoscritto sopra il quale sono stati scritti successivamente uno o più testi, mentre dell’originale restano solo frammenti. Così, ad esempio, Palimpsest I è basato su una semplice canzone polifonica a tre voci che si ascolta nelle battute iniziali del brano e poi diventa pressoché impercettibile, pur restando presente in modo subliminale; con un’orchestrazione inusuale: numerosi legni e ottoni, archi ridotti, nessun violoncello. Ancora meno abituale è l’orchestrazione di Aus einem Tagebuch: Kurze Eintragungen für Orchester composto da Heiner Goebbels su commissione di sir Simon Rattle per i Berliner Philharmoniker e creato il 6 marzo 2003: 3 flauti, 3 corni inglesi, 3 clarinetti bassi, 3 controfagotti, ottoni, percussioni, arpa, pianoforte, campionatore e, di archi, solo 6 contrabbassi. Goebbels è un bel personaggio. Ci vuole un poco di quella apertura che le molte musiche di oggi stanno dando agli ascoltatori migliori per capirlo. Non che faccia una musica difficile, è che ne fa troppe insieme e come se non bastasse fa anche teatro, radio, video. Compone e dirige, taglia e cuce. Terribilmente difficile da incasellare, abbastanza facile da appassionarcisi. Nella seconda metà degli anni Settanta era nella ribalda Sogenanntes Linksradikales Blaserorchester (cosiddetta Orchestra di fiati radicale di sinistra) e mescolava cabaret politico e free jazz suonando il pianoforte in duo con il sassofonista Alfred Hart; dal 1982 al 1992 era nel gruppo art-rock Cassiber. Nello stesso tempo scriveva musica per il teatro, per il cinema, per il balletto. Alla metà degli anni Ottanta cominciava a scrivere e dirigere i suoi molti radiodrammi. Dal 1988 ha iniziato a comporre per l’Ensemble InterContemporain e per l’Ensemble Modern, mentre la sua attività principale diventava quella della composizione di lavori di teatro musicale, o musica teatrale: «Essere capace di passare da una all’altra di queste attività professionali mi permette di osservare da una distanza migliore quello che sto facendo». Nella sua formazione convivono gli studi di sociologia all’Università di Francoforte dove scoprì la lezione di Adorno con la capacità di opporsi alle sue scelte assolute e radicali e con l’interesse profondo per Hans Eisler, che Adorno non amava. Aus einem Tagebuch: Kurze Eintragungen für Orchestre (Da un diario: brevi entrate per orchestra) è singolare. In effetti Goebbels non ha mai tenuto un diario, ma molto spesso l’ispirazione gli è venuta da testi non teatrali o da appunti simili a note di diario. Partendo da qui, Goebbels ha montato una sorta di diario del proprio lavoro di musicista, un diario fatto di note, di brandelli di musica già suonata, di voci che hanno già recitato, di montaggi già montati. C’è sempre, di base, l’orchestra, la musica dal vivo, ma il sampler conserva e restituisce parti delle sue vecchie musiche e di suoni ascoltati per il mondo, suoni e voci dei suoi interpreti preferiti, ricordi e idee già ascoltati su una riconoscibile trama ritmica più che melodica: un capolavoro finalmente nuovo.
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