Sistema Musica settembre 2003
torinosettembremusica torinodanza2003
  La danza teatrale di Nadj
di Myriam Blœdé
Nadj

martedì 9 settembre
mercoledì 10 settembre
Teatro Gobetti
ore 21
Le temps du repli
Coreografia di Josef Nadj

sabato 13 settembre
domenica 14 settembre
Teatro Nuovo
ore 21
Il n’y a plus de firmament
Spettacolo di Josef Nadj


NAVIGARE IN MUSICA
  Il sito di Josef Nadj

 

 

 

 

 

 

 

Una scena dello spettacolo di Josef Nadj

Il poeta irruppe una sera nella casa dello scienziato, le vesti a brandelli e i tratti del volto alterati, e gli disse:
« Non credo più nell’arte, insegnami la scienza!»
« D’accordo» lo scienziato disse «resta con me».
Il poeta rimase. Egli apprendeva con zelo, con gioia lo scienziato gli insegnava. […]
Il poeta faceva da assistente, e si stupiva del lavoro dello scienziato.
Ma un giorno accadde qualcosa di straordinario. Lo scienziato sorprese il poeta a leggere in laboratorio.
« Che cosa leggi?» gli domandò prima ancora d’indagare sul contenuto del libro. Erano poesie. […]
« Maestro, da quando mi hai iniziato alla scienza – rispose il poeta – io credo di nuovo nell’arte! Addio!»
E il poeta, il libro sotto il braccio, se ne andò.
Géza Csáth

Torino danzaImmaginiamo un luogo in mezzo all’Europa centrale, ai confini tra Oriente e Occidente. Immaginiamo che vi sia un fiume che segna quei confini, chiamiamolo il Tisza e, sulla riva occidentale di questo affluente del Danubio, immaginiamo una città, Kanizsa. Siamo in Vojvodina, una provincia della Repubblica di Serbia e del Montenegro, a qualche chilometro dalla frontiera con l’Ungheria a Nord e da quella con la Romania a Est. È una zona che, per oscure ragioni legate certamente alla storia, si chiama “l’angolo delle tempeste”…
Josef Nadj è nato là, come i suoi genitori e i suoi nonni, nella cittadina di Kanizsa, i cui abitanti sono per la maggior parte ungheresi e che, nel corso di due generazioni, hanno cambiato per quattro volte “identità nazionale”. Là è cresciuto, nella tradizione di un’arte oratoria peculiare, in cui si mescolano riso e dolore, dramma e derisione, e che è anche “un certo atteggiamento, un certo sguardo sul mondo”. L’opera di Josef Nadj, quest’universo che egli dispiega e mette in dubbio pezzo per pezzo, affonda le sue radici qui, nel bel mezzo dell’Europa Centrale, in una regione dove, come dice Claudio Magris, s’impara a “pensare multietnico”. Divenuto adulto Nadj se n’è andato da Kanizsa, senza però mai lasciarla, portandone ovunque con sé i ricordi e le leggende. Se per definire le sue coreografie si parla di “teatro” di Nadj, è perché, in realtà, il suo linguaggio scenico si colloca a metà strada tra questi due modi d’esprimersi. Vi entra però a pieno titolo anche la musica quale elemento della composizione. La musica è un elemento che contribuisce alla particolare colorazione del suo teatro, e spesso trova le sue fonti nella regione natale del coreografo. Si tratta per lo più di composizioni originali, elaborate parallelamente alla creazione degli spettacoli e spesso eseguite sulla scena, come nel caso di Temps du repli.
Infine l’immagine, nel senso ampio del termine, unifica tutta l’opera di Josef Nadj ed esercita su essa il suo influsso anche se non ne rappresenta l’orizzonte. Il discorso, il pensiero di Nadj sono interamente contenuti nella produzione e nella disposizione delle immagini – simboli, metafore, raffigurazioni bi o tridimensionali – “liberamente” associate.
Lontano da Kanizsa, Il n’y a plus de firmament è invece il primo spettacolo nel quale Nadj non danza. La sua presenza (la sua parte più intima) vi si fa più discreta, e perciò, forse, la scrittura è più serena, il clima è come placato. Tuttavia anche questo spettacolo è tratto da un episodio della sua vita: l’incontro e le conversazioni con Balthus. Incontro, conversazioni che l’hanno portato verso Artaud.
Tra pittura, letteratura e teatro, là dove i segni e i concetti si scambiano, dove i limiti tra i generi si dissolvono e i linguaggi si congiungono. Là dove la conoscenza si unisce all’esperienza. In questo campo di forze, in questa zona di tensioni dove si svolge tutta l’arte di Josef Nadj.

Traduzione e adattamento di Elda Negri Monateri
La citazione della poesia di Géza Csáth compare in esergo sul volume pubblicato da Torinodanza 2003 in occasione di questo Focus

Sistema Musica via San Francesco da Paola, 3 - Torino - e-mail: sistemamusica@comune.torino.it