Sistema Musica settembre 2003
teatro regio torino
  Quel pullman con sedici posti
orch. teatro regio

Anche quest’anno l’Orchestra del Teatro Regio sarà presente nel cartellone del Festival Torino Settembre Musica con un concerto in programma il 10 settembre all’Auditorium del Lingotto. Sul podio l’ungherese György Gyo´´rivány-Ráth, che dirigerà il Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 35 di Tchajkovskij e la suite sinfonica Sheherazada op. 35 di Rimskij-Korsakov. Solista, il virtuoso adorato dal pubblico, Uto Ughi.


Teatro Regio di TorinoC’è un pullman, sedici posti, che parte, con frequenza e meta variabili e preferibilmente verso il tardo pomeriggio, da piazza Castello, dal cuore del capoluogo piemontese. Destinazione: le colline dell’astigiano oppure delle Langhe, la cintura, la piana alessandrina o il Verbano, insomma la provincia, o meglio, la regione. I passeggeri portano sempre con sé il proprio bagaglio, spesso voluminoso. È un bagaglio prezioso, che non viene mai lasciato incustodito e dal quale il proprietario si separa raramente; se possibile lo tiene sul sedile accanto con la mano appoggiata sopra, per tutto il viaggio. Per salire su questo pullman bisogna essere musicisti. Ma non musicisti qualsiasi, bisogna essere strumentisti o coristi del Teatro Regio, che attraverso più agili e ridotte formazioni cameristiche, si presenta in un’insolita versione country. Non nel senso del genere musicale, ma di quello geografico. Campagna, per intenderci. Non solo quella dei vitigni o delle piazze di paese, ma anche quella chic che mescola cultura e paesaggio, gastronomia e arte, tradizione popolare e musica, luoghi di culto e letteratura. Ogni anno i musicisti dell’Orchestra e del Coro del Regio si combinano spontaneamente in eterogenee formazioni cameristiche dalle denominazioni più svariate e fantasiose, alcune ex-novo, altre ormai consolidate come i Basspartout, gli Architanghi, i Catubam, o il Gruppo Sivori, e propongono programmi concertistici in tutto il Piemonte: nella stagione 2002-2003 sono stati 15 i complessi formati per un totale di 75 concerti in tutte le province della regione e di oltre 6000 spettatori. Il bagaglio voluminoso, che, grazie anche al sostegno della Regione Piemonte, dal cuore metropolitano viene trasportato in tutto il territorio, è sì il contrabbasso piuttosto che il corno e le percussioni, o il violoncello e la tromba, ma è anche l’insieme di passione e professionalità, di entusiasmo e di competenza che i professori di un’orchestra e di un coro stabili possono spendere a favore di spettatori lontani ma curiosi, interessati e partecipi, come dimostrano le cifre di questo Regio itinerante. Itinerante (così è chiamata l’iniziativa nata nella stagione 1997-98) perché viaggia alla ricerca di nuovo pubblico, perché crea nuove intese all’interno dei complessi artistici, perché disegna nuovi percorsi nel repertorio, perché immagina e compie originali ricognizioni del territorio.
(m.p.)

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