Sistema Musica febbraio 2004
unione musicale
  Due quartetti e una Sachertorte
di Oreste Bossini
mercoledì 11 febbraio
Conservatorio ore 21
serie blu
Quartetto Alban Berg
Isabel Charisius viola
Musiche di Mozart, Urbanner

mercoledì 25 febbraio
Conservatorio - ore 21
serie gialla
Quartetto Kuss
Musiche di Haydn, Beethoven, Schoenberg

NAVIGARE IN MUSICA
  La scheda dello spettacolo dell'11 febbraio
  La scheda dello spettacolo del 25 febbraio
Quartetto BergÈ una storia che si ripete, la vecchia Vienna contro la giovane Berlino. Aveva cominciato l’imperatrice Maria Teresa, che non tollerava quell’arrogante di Federico il Grande e si piccò di dargli una lezione, lei così prudente, mettendo a repentaglio il suo regno. Prussia e Austria non si sopportarono nemmeno nel secolo successivo e nel 1866 arrivarono a darsele di santa ragione, in una guerra breve ma violenta. Nel 1938 Hitler si pappò quel che restava dell’Austria. Dopo la guerra, i russi se ne andarono da Vienna, ma non da Berlino.
Vienna e Berlino hanno antiche rivalità anche in musica. Ciascuna delle due pretende, per esempio, di avere la migliore orchestra del mondo. Beethoven minacciò di andarsene a Berlino e i nobili viennesi fecero subito una colletta per dissuaderlo dall’insano proposito. Schoenberg non fu altrettanto coccolato. Minacciò e nessuno fece una piega, a Berlino dovette andarci per davvero. Ma era ebreo e quel che vide lì lo convinse a fuggire in America per tempo. Forse a Vienna avrebbe aspettato troppo. Tutto questo per sottolineare che dietro l’esibizione di due Quartetti c’è una storia lunga e complicata.
Il Quartetto Alban Berg è l’ultima, forse più sublime incarnazione dell’ideale viennese di musica da camera. Nessuno dei quattro membri possiede lo smalto strumentale del grande solista, ma il loro suono d’assieme è il più perfetto che si possa immaginare per un quartetto d’archi. La fusione delle rispettive personalità è sottomessa al rispetto assoluto del testo dell’autore e corroborata da una cultura musicale d’incredibile ampiezza. Oltre ai due Quintetti mozartiani, capolavori troppo grandi per spendere su di loro poche miserabili parole, il Berg esegue il Quartetto n. 3 di Erich Urbanner, un venerabile maestro di composizione al Conservatorio di Vienna. Se il Quartetto Berg rappresenta la grande Quartetto Kusstradizione mitteleuropea, il Quartetto Kuss si propone di spodestare il re dal trono grazie alla giovinezza, alla forza, alla perfezione delle loro esecuzioni. Nel 1991 a Berlino il muro era stato abbattuto, ma la «Hans Eisler» Musikhochschule era ancora in piedi. Il violinista Jana Kuss e i suoi compagni, tutti e quattro degli ossis, dei berlinesi dell’Est, fondarono il Quartetto e studiarono sodo, vincendo numerosi concorsi. In Italia vennero la prima volta al Concorso «Borciani» di Reggio Emilia e lasciarono a bocca aperta per la loro precisione, per l’approccio classico, per la maturità dell’interpretazione. Delle statue di Canova, bianche, lisce e perfette. A Torino eseguono un programma che si può riassumere con una stucchevole similitudine: l’alba, il meriggio e il tramonto della forma quartetto. Se si preferisce invece la metafora, diremo che è una Sachertorte. Gli ingredienti sono tutti viennesi. Ciascuno scelga chi, tra Haydn, Beethoven e Schoenberg, rappresenta la farina, il cioccolato e la marmellata d’albicocche.
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