![]() |
![]() |
|
|
| Sintonie
2004, il programma musicale di Franco Pulcini |
|
|||||||||
Il
programma musicale di Sintonie è come di consueto incentrato su alcune
sinfonie di Beethoven – Prima, Seconda e Ottava – attorniate
in questa edizione 2004 da brani di Mahler, Schoenberg e Shostakovic , riconducibili
al Classicismo musicale. Naturalmente l’interesse degli appuntamenti
non sta nell’ascoltare pagine che tutti gli appassionati conoscono,
ma nel capire come le sente Daniel Harding, un direttore brillante, giovanissimo
e inserito in una corrente interpretativa – quella inglese –
non molto seguita dalla massa dei musicofili italiani.Molti di noi hanno avvicinato le Sinfonie di Beethoven nelle varie edizioni storiche incise tra gli anni Quaranta e i Settanta; c’erano naturalmente forti differenze fra la foga nervosa di Toscanini, la naturalezza poetica di Bruno Walter, gli slanci mistici di Furtwängler, il levigato e minaccioso rigore di Karajan; però tutte queste interpretazioni avevano una costante: il potenziamento dell’orchestra, retaggio della tradizione romantica. Tutti sanno infatti che l’orchestra con cui venivano suonate all’epoca le Sinfonie di Beethoven aveva un organico meno numeroso rispetto a quello dell’orchestra sinfonica moderna. In anni relativamente recenti – diciamo dagli Ottanta – l’interpretazione delle Sinfonie di Beethoven è stata ricondotta, in misura e con metodi differenti, a un’immaginata originalità. La Sinfonia di Beethoven si è alleggerita – si è "mozartizzata"– ha perso massa e muscolosità, in vari modi, ma soprattutto imboccando due strade differenti: quella degli strumenti originali e quella dell’orchestra da camera. Harding, con la Mahler Chamber Orchestra, aderisce naturalmente a quest’ultima, e la sua scelta va nella direzione della tradizione inglese, per esempio della Academy of St. Martin-in-the-Fields e di Neville Marriner. Le Sinfonie in programma – Prima, Seconda e Ottava – si prestano in modo particolare all’organico ridotto: la vivacità dei disegni, i piccoli scherzi strumentali, i guizzi comici nelle mani di un manipolo di giovani agguerriti – anziché della poderosa compagine sinfonica – possono brillare di una nitidezza inedita. E se Harding continuerà sulla strada già imboccata l’anno scorso, facilmente riascolteremo un fraseggio pungente e un’elettricità che mi è capitato di cogliere in un altro direttore inglese, sir Thomas Beecham. Il programma comprende poi due Concerti del Novecento molto diversi tra loro. Il Primo concerto per violoncello e orchestra venne scritto da Sostakovic nel 1959 per le mani poderose dell’amico Mstislav Rostropovic. Anche per questo motivo è ricco d’estroversione virtuosistica e di arrovellato decorativismo orientale (il sommo violoncellista è di Baku, Azerbajdjan). Alla fine degli anni Cinquanta il musicista di Leningrado era meno cupo del solito perché intravedeva qualche speranza per il proprio paese dopo la morte di Stalin. Il Secondo concerto per pianoforte e orchestra venne scritto da Schoenberg nel 1942 in piena guerra, quando l’autore, fuggito negli Stati Uniti a causa delle leggi razziali, non aveva nulla di cui rallegrarsi, ma al massimo poteva accontentarsi di “continuare a vivere”, come spiega nel “programma” di questa pagina. Mentre il Concerto di Shostakovich è molto amato ed eseguito, quello di Schoenberg ha subito per anni l’indifferenza del pubblico e della critica, anche se il tempo gli sta rendendo oggi onore. La voce umana è presente nei programmi sinfonico-cameristici, con due poetiche pagine di Mahler: la Quarta sinfonia, detta La vita celeste, che sogna un meraviglioso paradiso dei bambini, e Das Lied von der Erde (Il canto della terra), in cui l’antica poesia cinese viene riscritta e musicata in chiave decadentistica. Del Canto della terra Daniel Harding proporrà una rarissima trascrizione per orchestra da camera curata da Schoenberg e Webern nel 1921, ma completata da Rainer Riehn solo nel 1983. La Mahler Chamber Orchestra ha questa volta reso un degno omaggio al musicista nel cui nome si esibisce. |
||||||||||
| Sistema Musica via San Francesco da Paola, 3 - Torino - e-mail: sistemamusica@comune.torino.it | ||||||||||