Sistema Musica gennaio 2004
Unione Musicale
  Christian Zacharias, partigiano della ripetizione
di Alberto Bosco
mercoledì 28 gennaio
Conservatorio ore 21
serie blu
Christian Zacharias pianoforte
Musiche di Mozart, Ravel

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  Il sito del pianista Christian Zacharias
Christian ZachariasIn tutti i mestieri, passato il tempo di imparare inizia il tempo di ripetere. Per il calzolaio come per il giornalista, per la cassiera di supermercato come per il lanciatore di giavellotto, lavorare è ripetere quotidianamente quell’insieme più o meno elaborato di gesti che gli anni di apprendistato hanno permesso di assimilare. Una volta solcato il capo della maturità, il destino di ognuno di noi è come quello del leggendario Sisifo, condannato a ripetere in eterno le stesse azioni: riportare ogni mattina in cima alla rupe quel maledetto macigno che continua a rotolare a valle.
A questa dura legge della vita non sfuggono neanche i grandi pianisti, costretti per così dire a ripetere non solo nei concerti ma anche nel loro studio giornaliero quel repertorio, per forza di cose limitato, a cui hanno deciso di consacrare i loro sforzi. Per esorcizzare l’incubo della ripetizione possono allora scegliere la via della resa, ossia cadere nella routine, oppure cercare di rinnovarsi continuamente, magari senza crederci troppo.
C’è però una terza via che vede nella ripetizione non un nemico da fuggire, ma al contrario un prezioso alleato al servizio dell’arte. Come per coloro che sostengono che il genio non è che pazienza, gli artisti di questo tipo vivono la ripetizione come una componente essenziale della creazione e riconoscono nella fedeltà a un tema o nell’esplorazione delle infinite possibilità racchiuse in una singola forma il vero segreto del loro lavoro.
Christian Zacharias è un pianista di questa razza e non a caso il suo repertorio è formato dai grandi compositori che hanno fatto della variazione nella ripetizione il loro stile: Scarlatti in primo luogo, poi il Mozart dei Concerti, Schubert con le sue Sonate fatte di continue iterazioni e Ravel, che ai suoi allievi diceva sempre che se avessero solo avuto la pazienza di lavorare quanto lui sarebbero stati capaci dei suoi stessi risultati. Ultimamente, l’attenzione di Zacharias verso gli aspetti estetici della ripetitività si è fatta addirittura ossessiva, al punto da spingerlo a curare due anni fa una mostra di arti figurative a Sion dal titolo Encore, la force de la répétition e, più di recente, a pubblicare un disco con venti incisioni differenti della stessa Sonata di Scarlatti.
In questi tempi di superficialità e frettolosa insofferenza la risposta di Zacharias, partigiano della ripetizione, è chiara e, invitando alla scoperta delle ricchezze nascoste negli umani limiti, ricorda quella suggerita a suo tempo da Camus: «Bisogna immaginare Sisifo felice…».
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