...Ovvero una tenzone
all’ultima nota tra teatro di prosa e teatro musicale, ma anche tra
modernità e tradizione, Teatro Regio e Carignano. Naturalmente il
duello finisce senza vincitori né vinti, dato che si tratta in realtà
di una speciale visita guidata per i giovanissimi di elementari e medie.
Guidata da chi? Dai fantasiosi e versatili attori dell’Accademia dei
Folli che faranno vivere, nei luoghi chiave dei due teatri, impossibili
incontri con poeti, attori, musicisti, cantanti insieme agli immaginari
personaggi da loro stessi creati.
Il percorso fantastico inizia nel Foyer del Teatro lirico: al seguito di
un professore attempato e un po’ svampito che vuole incontrare Enrico
Caruso (al Regio? ma quando mai…!?) i ragazzi saranno accompagnati
nella sala dove li attenderanno Dulcamara e Falstaff, mentre Violetta li
informerà del suo proposito di «folleggiar di gioia in gioia».
Ancora nel Foyer si gusterà nientedimeno che un tentativo di seduzione
da parte di Zerlina e Despina nei confronti del Duca di Mantova, ma alla
fine avrà la meglio Leporello, che dopo tanto catalogare, si troverà
finalmente fra le braccia della Despinetta. La lotta tra canto e parola
sfocerà in una sorta di battaglia finale al termine della quale il
gruppo deciderà di trasferirsi al Carignano dietro l’invito
del suo custode, il burbero ma simpatico Cillo. Lì i ragazzi incontreranno
questa volta Metastasio alle prese con una prima donna assai capricciosa,
poi Vittorio Alfieri, proverbialmente legato al suo tavolo da lavoro («Volli,
sempre volli, fortissimamente volli»). Un assurdo match Paganini-Rossini
al suono di una chitarra elettrica verrà interrotto da Carlo Alberto
e consorte che nel palco reale saranno ancora intenti a discutere di noti
tentennamenti politici («Dichiaro guerra all’Austria, o non
la dichiaro?»); per finire due divine si contenderanno la scena: Eleonora
Duse e Sarah Bernhardt, il cui fantasma abita ormai nei sotterranei del
palcoscenico.
Il divertente viaggio nello spazio, nel tempo e nella fantasia non sostituisce
le tradizionali visite guidate; i buffi individui incontrati forniscono
sì informazioni storiche e tecniche accurate, ma le nascondono tra
i voli pindarici tipici dei creativi (dichiaratamente folli, per di più…).
L’obiettivo è quello di stimolare la curiosità dei più
giovani e di far loro cogliere quel non so che di meravigliosamente indefinibile
che si trova solo nel teatro, lirico o di parola che sia.
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