Sistema Musica gennaio 2004
orchestra filarmonica di torino
  La sublime rivincita del Quinto Brandeburghese
martedì 20 gennaio
Conservatorio ore 21
Orchestra Filarmonica di Torino
Rista Savic direttore
Sergio Lamberto violino
Michele Mo flauto
Gian Maria Bonino cembalo
Musiche di Haydn, Bach (Concerto brandeburghese
n. 5 in re maggiore
BWV 1050), Mendelssohn

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  Il sito dell'Orchestra Filarmonica di Torino

Gian Maria Bonino  - Michelo Mo - Sergio Lamberto

Libertà e costrizione. Opposti assolutamente inconciliabili per un artista? Allorché nell’agosto 1717 il principe Leopold di Anhalt-Köthen gli conferì la nomina a Kappelmeister, Bach non ebbe certo modo di porsi troppi dubbi. Per sei anni fu costretto a rinunziare alla prediletta musica sacra, per dedicarsi anima e corpo al Collegium musicum della corte, dirigendolo ogni settimana nell’exercitium musicae, e rifornendolo di musica strumentale. Non possiamo che benedire la proterva insensibilità del principe Leopold e la servile “genuflessioncella” cui la creatività di Bach fu costretta. Noi. Se lui fosse stato un ribelle stile Alfieri, tanti saluti ai sei Brandeburghesi, alle quattro Suites per orchestra, ai concerti per violino e per cembalo, alle sonate per flauto, violino, liuto, viola da gamba, alle Suites per violoncello solo, alle sei Sonate e Partite a violino solo…
Concerts avec plusieurs instruments: niente di meglio gli venne in mente per intitolare quei sei capolavori che stanno ai numeri 1046-1051 del suo catalogo. Quasi a porre rimedio a questa sorta di bruckneriano understatement, Philipp Spitta li soprannominò Brandeburghesi (a motivo del loro dedicatario, il margravio Christian Ludwig di Brandeburgo). Un pizzico di pompa in più non guasta in effetti, considerato che siamo di fronte alla più strepitosa consummatio dello stile concertante barocco. Dei sei, il Quinto è quello, dal punto di vista storico, più importante, a causa del ruolo da protagonista indiscusso affidato al cembalo concertato. I segreti della ricetta bachiana in questo BWV 1050?
Floridezza delle melodie, rigore estremo e straordinaria vitalità del contrappunto, grande varietà di intrecci strumentali (primo Allegro). Cantabilità e delicatezza deliziosa (Affettuoso). Gioia arguta e danza scatenata (Allegro conclusivo). Rigore, scientia, ratiocinatio. Creatività, estro, freschezza di sentimento. Grandiosa coincidentia oppositorum, non c’è che dire. Una sublime rivincita per il maestro di Eisenach. (a.c.)

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