«Kern
lascia che l’ultima nota delicatamente si smorzi, svanisca nella sala dove
neppure un sospiro turba la magia del momento». Così si legge in un recente
articolo a proposito del giovane pianista tedesco interprete del concerto
del prossimo 27 gennaio. Oliver Kern, dopo i diplomi con lode in pianoforte,
direzione d’orchestra e di coro all’Accademia di Stoccarda sotto la guida
di Wan Ing Ong, si è perfezionato con Buchbinder e Kämmerling a Basilea
e al Mozarteum di Salisburgo. Nel 1999 ha vinto il Concorso ARD di Monaco
e due anni dopo il «Beethoven» di Vienna, entrambi di rilievo internazionale.
La sua tecnica incredibile ma mai sfoggiata e il suo tocco vellutato sono
già conosciuti in tutto il mondo: ad appena 33 anni Kern vanta infatti collaborazioni
con prestigiose orchestre europee, americane e dell’estremo Oriente. L’accurata
ricerca timbrica ed espressiva ha finora trovato le più lusinghiere conferme
nell’interpretazione di due capisaldi come Beethoven e Brahms, in programma
anche in questo concerto, insieme alla Sonata di Berg. (l.b.) |