Sistema Musica giugno-luglio 2004
teatro regio torino
  Lorenzo Mariani: «Questo Verdi è un thriller alla Hitchcock»

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  Un ballo in maschera: la scheda dell'opera

Lorenzo MarianiLorenzo Mariani, come sarà il suo Ballo in maschera?
«Ricevuta la proposta dal Teatro Regio di Torino, ho immediatamente pensato che il clima da respirare nell’allestimento avrebbe dovuto essere di suspense, un thriller psicologico politico sul tema della cospirazione in un mondo squilibrato, dove lo Stato è governato da altri e gli indigeni sono in rivolta, dove su ciascun personaggio è proiettato un cono d’ombra. Già all’ascoltare quel coro da chiesa anglicana che apre l’opera si avverte un marcato contrasto chiaroscurale che a mio avviso è estendibile lungo l’intera trama. L’intreccio drammaturgico è costruito su un gioco di nascondimenti, apparenze e rivelazioni tardive: Amelia occulta, anche a se stessa, il suo amore per Riccardo, quest’ultimo secreta la sua passione per Amelia a Renato. La scena al campo, scandita dal palpitare del cuore di Amelia, e seguita dal lungo duetto d’amore fa giustamente accostare a Massimo Mila il capolavoro verdiano al Tristano di Wagner: una tensione permanente sul filo del rasoio, tra il giusto bene e il male in luogo di una giustapposizione tra quadri formali ed espressivi di contrasto. Così, insieme allo scenografo Maurizio Balò, che si è avvalso delle abilità inventive e produttive dei laboratori di scenografia del Teatro Regio, abbiamo cercato di ricostruire un umore noir di stampo hitchcockiano, un mondo diviso in bianco e nero e sensibile al mistero, alla dimensione supernaturale che dia corpo al ruolo cardine assunto dal destino nel libretto».

Come far interagire elementi di modernità con il rispetto della tradizione in una regia lirica?
«Il gioco dell’interpretare – e la trasposizione è già un atto interpretante – non può che partire e approdare al testo, inteso come relazione dialettica tra parole e musica e ha come obiettivo quello di disegnare l’atmosfera prevalente dell’opera attingendo alle proprie immagini poetiche di riferimento, anche storicamente traslate. La materia del Trovatore è la notte, quella di Rigoletto la vendetta, in Traviata la generosità, il sacrificio. Nel Ballo, anche perché un lavoro di cerniera per l’evoluzione artistica di Verdi e strutturalmente ibrido, il valore è l’indefinibile, lo sfuggente: mi sembrava che un’ambientazione da film giallo anni Venti e Trenta potesse rappresentare bene questo punto di vista». (g.n.)

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