Sistema Musica giugno-luglio 2004
teatro regio torino
  Estate al Regio: arie d’opera e la canzone francese di Milva
venerdì 9 luglio
Teatro Regio ore 20.30
Orchestra del Teatro Regio
Roberto Tolomelli direttore
Sylvie Valayre soprano
Carlos Ventre tenore

Arie d’opera
mercoledì 21 luglio
giovedì 22 luglio
Teatro Regio ore 20.30
Milva
Orchestra del Teatro Regio
Hubert Stuppner direttore
la chanson française
Musiche di Brel, Bécaud, Aznavour, Montand, Piaf, Moustaki

La chanson française
mercoledì 21 luglio
giovedì 22 luglio

Teatro Regio ore 20.30
Milva
Orchestra del Teatro Regio
Hubert Stuppner direttore
La chanson française
Musiche di Brel, Bécaud, Aznavour, Montand, Piaf, Moustaki

MilvaAppena terminate le ultime recite del Ballo in maschera, Sylvie Valayre e Carlos Ventre, protagonisti del melodramma verdiano, ritorneranno sul palcoscenico del Regio venerdì 9 luglio, insieme con l’Orchestra del Teatro per interpretare alcune delle più celebri arie d’opera. Gli altri due appuntamenti dell’estate al Regio sono il 21 e il 22 luglio con un’interprete straordinaria: Milva. Insieme all’Orchestra del Teatro, diretta da Hubert Stuppner, Milva interpreterà le più belle pagine della canzone francese, quelle indimenticabili, quelle che hanno fatto piangere e sognare intere generazioni e che costituiscono un bagaglio poetico ricco e struggente. Da La vie en rose a Les feuilles mortes, da Ne me quitte pas a Milord, da Hier encore a Non, je ne regrette rien, da L’important c’est la rose a On n’oublie rien. Titoli che rappresentano una autentica tranche de vie, una storia fatta di grandi sentimenti e appassionanti ideali, così come i cantautori che le hanno scritte e interpretate, vere e proprie figure carismatiche: Edith Piaf, Jacques Brel, Yves Montand, Juliette Greco, Charles Aznavour, Gilbert Bécaud. Milva è sempre stata vicina al patrimonio musicale francese. Le canzoni “classiche” di Edith Piaf, ad esempio, l’hanno sempre accompagnata, sin dall’inizio della sua prestigiosa carriera quando, carica della lezione di Giorgio Strehler, riuscì a ricreare l’amara sofferenza della cantante francese trasformando Les amants d’un jour in un Albergo a ore. Le sue interpretazioni, con quella capacità di metamorfosi ed energia creativa che l’hanno resa un personaggio imprescindibile nel panorama della musica colta internazionale, non concedono mai nulla alla retorica. Ogni gesto è misurato, dosato, voluto, così come la sua voce non si risolve mai in una ostentazione virtuosistica riuscendo a disegnare un’avventura dello spirito. (p.g.)

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