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Estate al Regio: arie d’opera e
la canzone francese di Milva
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venerdì 9 luglio |
Teatro Regio ore
20.30
Orchestra del Teatro Regio
Roberto Tolomelli direttore
Sylvie Valayre soprano
Carlos Ventre tenore
Arie d’opera
mercoledì 21 luglio
giovedì 22 luglio
Teatro Regio ore 20.30
Milva
Orchestra del Teatro Regio
Hubert Stuppner direttore
la chanson française
Musiche di Brel, Bécaud, Aznavour, Montand, Piaf, Moustaki |
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La chanson française |
mercoledì
21 luglio
giovedì 22 luglio
Teatro Regio ore 20.30
Milva
Orchestra del Teatro Regio
Hubert Stuppner direttore
La chanson française
Musiche di Brel, Bécaud, Aznavour, Montand, Piaf, Moustaki |
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Appena
terminate le ultime recite del Ballo in maschera, Sylvie Valayre e Carlos
Ventre, protagonisti del melodramma verdiano, ritorneranno sul palcoscenico
del Regio venerdì 9 luglio, insieme con l’Orchestra del Teatro
per interpretare alcune delle più celebri arie d’opera. Gli
altri due appuntamenti dell’estate al Regio sono il 21 e il 22 luglio
con un’interprete straordinaria: Milva. Insieme all’Orchestra
del Teatro, diretta da Hubert Stuppner, Milva interpreterà le più
belle pagine della canzone francese, quelle indimenticabili, quelle che
hanno fatto piangere e sognare intere generazioni e che costituiscono
un bagaglio poetico ricco e struggente. Da La vie en rose a Les feuilles
mortes, da Ne me quitte pas a Milord, da Hier encore a Non, je ne regrette
rien, da L’important c’est la rose a On n’oublie rien.
Titoli che rappresentano una autentica tranche de vie, una storia fatta
di grandi sentimenti e appassionanti ideali, così come i cantautori
che le hanno scritte e interpretate, vere e proprie figure carismatiche:
Edith Piaf, Jacques Brel, Yves Montand, Juliette Greco, Charles Aznavour,
Gilbert Bécaud. Milva è sempre stata vicina al patrimonio
musicale francese. Le canzoni “classiche” di Edith Piaf, ad
esempio, l’hanno sempre accompagnata, sin dall’inizio della
sua prestigiosa carriera quando, carica della lezione di Giorgio Strehler,
riuscì a ricreare l’amara sofferenza della cantante francese
trasformando Les amants d’un jour in un Albergo a ore. Le sue interpretazioni,
con quella capacità di metamorfosi ed energia creativa che l’hanno
resa un personaggio imprescindibile nel panorama della musica colta internazionale,
non concedono mai nulla alla retorica. Ogni gesto è misurato, dosato,
voluto, così come la sua voce non si risolve mai in una ostentazione
virtuosistica riuscendo a disegnare un’avventura dello spirito.
(p.g.)
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