Enzo
Mesesnell da qualche mese è il nuovo presidente dell’Accademia
«Stefano Tempia». Si è messo subito al lavoro, senza
farsi notare troppo. Ora è venuto il momento di uscire allo scoperto
e di raccontare chi è e come affronta questo incarico.
«Sono un semplice appassionato (il mio mestiere “ufficiale”
è quello di consulente del lavoro) convinto a lanciarsi in questa
impresa da una buona dose di incoscienza, quella tipica di chi si occupa,
con spirito di volontariato, delle associazioni in genere e di quelle
musicali in particolare. E poi ho un pizzico di presunzione e penso di
essere adatto a portare idee e innovazioni».
In che cosa consiste il mestiere di presidente della «Stefano
Tempia»?
«Nel coordinare e amministrare le attività artistiche della
stagione concertistica, del coro e della nostra scuola di orientamento
musicale; nell’assoluto rispetto dovuto alle risorse economiche,
derivanti quasi esclusivamente dai finanziamenti pubblici e privati (ministeriali,
regionali, provinciali, comunali, di fondazioni bancarie). Le maggiori
difficoltà nascono dal far coesistere esigenze di bilancio, legittime
richieste del direttore artistico e altrettanto legittime esigenze di
un coro amatoriale, tenendo conto dei compensi agli artisti che collaborano
alla stagione concertistica.
Amministrare la cultura (anche se questa definizione pare una contraddizione
in termini) richiede massima trasparenza, rispetto di norme assai complesse
e laboriosi adempimenti previdenziali, fiscali e altri ancora».
La «Stefano Tempia» ha una storia antica; lei la
vive come un peso? Quali progetti ha per il futuro?
«Indubbiamente centotrentanove anni hanno un grande peso, ma rappresentano
anche un biglietto da visita importante in termini di storia, cultura
e tradizione. Per me sono un termine di confronto essenziale nella mia
volontà di aiutare l’Accademia in un processo di rinnovamento
che sentiamo come necessario ma che vogliamo impedire tradisca le nostre
origini».
La prossima Stagione è ancora in cantiere, lo so. Ma ci
vuole anticipare qualche cosa?
«La stagione 2004-2005 manterrà l’interesse per il
mondo corale e la vocalità in tutte le sue espressioni, e accanto
alle consuete esibizioni degli Accademici (cioè dello storico Coro
dell’Accademia) ospiteremo altri gruppi vocali italiani e stranieri
che presenteranno i loro spettacoli, spesso con titoli un po’ diversi
dal solito concerto; musica, danza, pittura, poesia, teatro e cinema si
fonderanno per dar vita a un viaggio “dentro e fuori” la musica,
in bilico sul filo sottile della separazione artistica e stilistica, alla
scoperta dei molti contatti che si possono stabilire fra le varie forme
d’arte. Non sarà la classica stagione di concerti, dunque,
ma un festival extrasonoro.
Pensati dal direttore artistico Massimo Peiretti in ogni dettaglio, con
l’intento di miscelare materie, stili, personaggi e interpreti,
i concerti della prossima Stagione, per la parte di nostra produzione,
saranno improntati sulla collaborazioni con altri enti e associazioni
corali, teatrali e di danza.
I compositori piemontesi, anche in questa stagione e fino al 2006, verranno
recuperati e (speriamo) valorizzati. Saranno presenti in cartellone musiche
antiche mai eseguite o dimenticate mentre, in omaggio al violinista, compositore
e insegnante Stefano Tempia – fondatore nel 1875 della nostra Accademia
– i Cameristi “Stefano Tempia” cureranno lo studio e
l’esecuzione di sue musiche per quartetto». (n.c.)
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