Maestro
Tutino, a dieci anni dalla prima scaligera del Concerto per clarinetto
del 1994, un altro legno è protagonista della sua scena compositiva:
fa parte di un progetto ampio o si tratta di una circostanza casuale?
Insomma, quale l’elemento scatenante dell’opera?
«The Last Eagle, questo è il titolo del brano, è stato
scritto qualche mese dopo il Concerto per clarinetto. Si tratta di un
concerto per flauto, ma ha un tema extramusicale: narra dell’ultimo
volo di una presunta ultima aquila. Sono passati dieci anni, dunque non
posso dire che vi sia stato un progetto vero e proprio; avevo voglia di
scrivere un concerto per flauto e di drammatizzarlo un po’».
La sua scrittura muove spesso su dinamiche drammaturgiche; anche
questo lavoro presenta caratteri ascrivibili a questo milieu? Com’è
sviluppata sulla partitura la relazione orchestra-solista?
«Come ho accennato, si tratta di una partitura con una storia da
raccontare. Il rapporto orchestra-solista è l’unico che possa
concepire: un dialogo e a volte uno sfondo. Di tipo tradizionale, insomma».
Lo scavo entro il bagaglio culturale che lei porta con sé
ha costituito una sorgente di idee per la nuova produzione? Se dovesse
riferire a un campo poetico tratto dal passato o dal presente la sua opera,
a chi o cosa si rivolgerebbe?
«Ovviamente la mia preparazione culturale, il mio background, influiscono
su quello che scrivo. Sono nato assieme al rock and roll, e credo che
questo abbia molto influenzato le mie scelte e i miei atteggiamenti verso
la musica; in seguito, solo il melodramma ha avuto la stessa forza di
attrazione e di influenza sulla mia musica».
La sua formazione affonda nel periodo delle parrocchie di compositori
avvinghiati attorno a modelli e forme imprescindibili: come se ne è
liberato e che cosa considera di quell’epoca parte di un patrimonio
ancora spendibile oggi?
«Me ne sono liberato grazie alla pochezza umana e intellettuale,
oltre che artistica, della gran parte di quei compositori a cui lei fa
riferimento. È facile liberarsi da maestri così poco carismatici.
La musica d’avanguardia non mi ha mai sedotto, né emotivamente
né intellettualmente: la trovo di un semplicismo esasperante».
Quali principi, atteggiamenti e procedure ritiene doveroso far
passare ai suoi allievi di composizione di fronte alla materia sonora?
«Non ho molta propensione didattica. Cerco di far capire che la
razionalità non è l’unico strumento che abbiamo per
affrontare questioni estetiche, che i suoni non sono oggetti e dunque
che il termine materia è improprio, e che la poesia non è
cosa alla portata di tutti. Ci riesco molto poco».
Siamo in un momento di riforme scolastiche: che cosa consiglierebbe
a un legislatore per valorizzare il patrimonio musicale che l’Italia
rischia di perdere irreparabilmente?
«Una cosa: costruire e finanziare la prima e unica Scuola dell’Opera
Italiana. Sarebbe un affare economicamente redditizio, oltre che un’azione
benemerita a favore di una delle invenzioni drammmaturgiche e musicali
che hanno fatto il giro del mondo. Ma naturalmente bisognerebbe che al
governo ci fosse anche una sola persona che capisca quello che sto dicendo».
(g.n.)
Orchestra Filarmonica di Torino
Stagione Sinfonica 2004-2005 |
martedì
12 ottobre 2004
Marzio Conti direttore
Gergely Bogany pianoforte
Musiche di Campogrande,
Mendelssohn
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martedì
16 novembre 2004
Sergio Lamberto maestro concertatore
Umberto Clerici violoncello
Musiche di Villa-Lobos, Haydn, Mozart
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martedì
14 dicembre 2004
Alessandro Pinzauti direttore
Alberto Batisti narratore
Musiche di Rodrigo, Poulenc, Stravinskij |
martedì
11 gennaio 2005
Jeff Silberschlag direttore e tromba
Gerard Claret violino
Giuseppe Nova flauto
Musiche di Britten, Taglietti, Elgar
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martedì
1 febbraio 2005
Marzio Conti direttore
Domenico Nordio violino
Mario Brunello violoncello
Musiche di Brahms
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martedì
15 marzo 2005
Marzio Conti direttore
Mikhail Lidski pianoforte
Musiche di Brahms
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martedì
12 aprile 2005
Marzio Conti direttore
solisti e coro da definire
Musiche di Mozart
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martedì
10 maggio 2005
Sergio Lamberto maestro concertatore
Maki Itoi violino
Adrian Pinzaru viola
Musiche di Mozart, Colla
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martedì
7 giugno 2005
Giancarlo De Lorenzo direttore
Musiche di Mozart, Haydn
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