Sistema Musica marzo 2004
orch. sinf. naz. RAI
  Dallapiccola e il violino di Tartini
Auditorium Lingotto
giovedì 18 marzo ore 20.30
venerdì 19 marzo ore 21

Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Gianandrea Noseda direttore
Alessandro Milani violino
Musiche di Dallapiccola, Stravinskij

NAVIGARE IN MUSICA
  Dallapiccola: la vita, le opere principali, photo gallery
  Giuseppe Tartini: la vita, le opere, photo gallery
Per il pubblico d’oggi è un Carneade: pochi ricordano quale meraviglioso violinista e insegnante sia stato Sandro Materassi, impegnato per tanti anni come docente al Conservatorio di Firenze. Da ragazzo aveva respirato il profumo del gran mondo, a lezione in Ungheria – assieme ad altri intrepidi studenti italiani, come Wanda Luzzato e Albertina Ferrari, e a un esercito di giovani di ogni paese – dal più autorevole maestro dell’epoca, Jeno Hubay.
Materassi e Dallapiccola si conobbero all’inizio degli anni Trenta e non si lasciarono più. Amici, colleghi di Conservatorio, ma soprattutto coppia artistica affiatatissima, formarono per quasi quarant’anni un duo violino e pianoforte ben conosciuto. Dallapiccola doveva avere in mente la tecnica salda e la cavata ampia dell’amico Materassi quando, nel 1951, scrisse la sua composizione più importante per violino, Tartiniana. In origine era un brano per violino e orchestra da camera; qualche anno dopo, nel 1956, l’autore ne trasse una versione più agile, Tartiniana II, per violino e pianoforte.
L’omaggio a Tartini non è un travestimento neoclassico. Dallapiccola sedimentava nella creazione musicale i percorsi molteplici della memoria. Tartini era nato, come lui, in Istria: a Pirano il primo, a Pisino il secondo. Altro li avvicinava, non solo un legame di terra e sangue. La cultura di Tartini era l’estrema propaggine dell’Umanesimo del Rinascimento, che concepiva il sapere come una forma di conoscenza unitaria della molteplicità del mondo. Le affinità elettive tra la mano e la mente, il virtuosismo e l’erudizione erano il fondamento della sua opera. Tartini studiava le matematiche e l’astronomia, porgeva l’orecchio ai fenomeni acustici (il terzo suono), elaborava metodi di apprendimento. L’immenso amore per la conoscenza e la ricchezza della vita spirituale furono le radici anche della musica di Dallapiccola, che nel violino di Tartini specchiava se stesso, seduto al pianoforte. (o.b.)
Alessandro MilaniDiplomato con il massimo dei voti nel 1990 al Conservatorio di Torino, città in cui è nato nel 1969, Alessandro Milani si è in seguito perfezionato con Salvatore Accardo all’Accademia «Stauffer» di Cremona. Ha studiato inoltre con Giuliano Carmignola e alla Scuola di Musica di Fiesole con Giuseppe Prencipe. Vincitore di numerosi concorsi nazionali, ha fatto parte per due anni dell’Orchestra dei Giovani della Comunità Europea (EUYO). Nel 1991 è diventato violino di spalla dell’Orchestra Sinfonica «Haydn» di Bolzano e Trento, con la quale ha tenuto numerosi concerti solistici, e nel 1995 ha vinto il concorso per primo violino presso l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, ruolo che tuttora ricopre. Ha collaborato come spalla dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, con il Teatro dell’Opera di Roma e ha suonato con l’Orchestra Filarmonica Romana sotto la direzione di Giuseppe Sinopoli. Svolge attività da camera e solistica, e dal settembre del 2000 insegna alla Scuola di Musica di Fiesole. Nel febbraio del 1997, accompagnato dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Stanislaw Skrowaczewski, ha eseguito in veste di solista il Concerto in la maggiore K. 219 di Mozart; nel giugno del 2001 ha eseguito sempre con l’Orchestra della Rai diretta da Jeffrey Tate, il Concerto in si minore per violino e orchestra op. 61 di Edward Elgar. Suona un Santo Serafino del 1740 gentilmente concesso dalla Fondazione «Peterlongo» di Milano.
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