Sistema Musica marzo 2004
associazione lingotto musica
  Emmanuelle Haïm, dal cembalo al podio
di Alberto Bosco
martedì 2 marzo
Auditorium del Lingotto
ore 20.30
Le Concert d’Astrée
Emmanuelle Haïm
direttore
Sandrine Piau soprano
John Mark Ainsley tenore
Paul Agnew tenore
Musiche di Buonamente, Carissimi, Frescobaldi, Marini, Monteverdi

Emanuelle HaimCominciò tutto a Glyndebourne, e precisamente durante quell’appendice del celebre Opera Festival che è la stagione della Glyndebourne Touring Opera. Qui infatti, una volta passata l’estate, e con essa i fasti del Festival, è norma riprendere le produzioni degli anni passati, così da offrire gli alti standard di qualità degli allestimenti firmati Glyndebourne a un pubblico più ampio rispetto a quello ristretto della closed society estiva.
Ad aprire del 2001 la produzione, per così dire, cadetta era stata la Rodelinda di Haendel, ripescata dal cartellone di tre anni prima. L’opera, che è uno dei capolavori della produzione teatrale di Haendel, era fino ad allora quasi sconosciuta e il merito di Glyndebourne fu di averla riportata alla ribalta. Se però la regia e l’allestimento scenico si erano mostrati all’altezza dell’evento, non altrettanto si era potuto dire della parte musicale, che si era rivelata il punto debole della produzione. Con l’idea di rimediare a questa pecca gli organizzatori di Glyndebourne decisero quindi per la ripresa di lasciare invariata la messa in scena, ma di affidare la direzione musicale a Emmanuelle Haïm, una giovane promettente (e bellissima) clavicembalista francese, sperando così di rendere finalmente giustizia alla partitura (bellissima anch’essa).
Questa volta il successo fu totale e superò addirittura ogni aspettativa: sotto l’impetuosa direzione della affascinante Emmanuelle le intricate relazioni passionali e gli intrighi di corte che l’opera haendeliana metteva in scena potevano finalmente contare su una realizzazione musicale in grado di esaltarne tutta l’intensità drammatica.
L’occasione non fu un trampolino di lancio solo per la dimenticata Rodelinda, che infatti si guadagnò un posto in programma anche per il 2004, stavolta nell’ambito esclusivo del Festival d’estate e ovviamente con la Haïm sul podio, ma anche per la Haïm stessa, che da quel momento è diventata un riferimento di prim’ordine nel mondo della musica barocca.
Sia ben chiaro, non che prima di quest’occasione Emmanuelle Haïm non fosse nessuno, anzi. Tanto per cominciare era stata la clavicembalista continuista di Les Arts Florissants e dei Musiciens du Louvre, lavorando a contatto di mostri sacri dell’esecuzione su strumenti originali come Mark Minkowski, Christoph Rousset e soprattutto William Christie. Di quest’ultimo, a detta della critica specializzata, ha preso la libertà estrema del gesto direttoriale e la capacità di trasformare ogni partitura in un’avventura teatrale ricca di colpi di scena.
Nel frattempo, la sua fama si era ben presto diffusa anche al di là di quella cortina invisibile che separa il mondo dell’esecuzione filologica da quello delle orchestre tradizionali, permettendole di affermarsi come la clavicembalista di fiducia di direttori come Simon Rattle, Claudio Abbado e Daniel Harding i quali, scegliendola per le loro produzioni di musica barocca, le hanno sicuramente infuso quel gusto per il virtuosimo strumentale e per l’ebbrezza della velocità che Emmanuelle tira fuori anche nelle sue interpretazioni, sempre scattanti e nervose.
Nonostante la scelta di diventare direttore d’orchestra la Haïm, tuttavia, non ha mai smesso di dedicarsi alla sua carriera di accompagnatrice al cembalo, collaborando in modo continuativo con Cecilia Bartoli, Natalie Dessay, Sandrine Piau, Ian Bostridge, Paul Agnew e altri cantanti dello stesso calibro. E la dimestichezza con il canto è in fondo il vero segreto del suo successo in campo operistico, dove infatti riesce a battere i suoi colleghi proprio grazie al respiro che sa conferire alla parte vocale e all’agilità con cui riesce a seguire i cantanti, trattando l’orchestra con la stessa disinvoltura con cui padroneggia il suo strumento.
A Torino si presenterà accompagnando alcuni di questi suoi amici cantanti e accompagnata a sua volta dal suo ensemble, Le Concert d’Astrée, che lei stessa ha fondato nel 2000. Il programma prevede canzonette, scherzi musicali, arie, duetti e brani strumentali di Buonamente, Carissimi, Frescobaldi, Marini e Monteverdi: repertorio in cui la sensualità comunicativa della bella Emmanuelle si trova perfettamente a suo agio.
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