Sistema Musica marzo 2004
teatro regio torino
  Giulietta degli spiriti
di Vitaliano Trevisan

piccolo regio puccini
giovedì 25 e venerdì 26 marzo
Piccolo Regio Puccini ore 21
Giulietta (degli spiriti) di Valter Malosti
da Federico Fellini
Regia di Valter Malosti, con Michela Cescon
Musiche di Nino Rota e Giovanni D’Aquila

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  La scheda dello spettacolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Michela CesconStrana idea, trasformare un film in un testo teatrale. Perché? – mi ero chiesto – che senso ha? È sempre stato viceversa, è sempre stato il cinema ad adattare ai suoi scopi la letteratura, e quando il processo è inverso, ovvero quando da un film deriva un libro, o una pièce, ebbene l’impressione è sempre di avere a che fare appunto con un prodotto derivato, ovvero, tanto per essere chiari: un sottoprodotto; sia che esso, il derivato in questione, si trovi a valle, come dovrebbe essere, sia che, come si dà spesso il caso ultimamente, si trovi a monte. Sì, l’autore, o meglio: l’“adattatore”, ha pensato più o meno questo, all’inizio.
Sto adattando un testo di Fellini, Giulietta degli spiriti. Perché non lo fai tu? Ecco, è questo il vero inizio: Valter Malosti che rivolge all’autore una semplice domanda: Perché non lo fai tu? I pensieri precedenti vengono ora. Eppure, c’era qualcosa, un legame esterno: in fondo, avevo conosciuto il regista Malosti attraverso il cinema, avendo lavorato con Michela Cescon proprio a un film (Primo amore di Matteo Garrone), e ora, il cinema mi ritornava attraverso un uomo di teatro. Doveva esserci per forza qualcosa.
Il testo. Giulietta è l’unica opera narrativa di una certa consistenza pubblicata da Fellini, un’opera di cui lui stesso suggerì la stampa, in lingua tedesca, per l’editore svizzero Diogenes. Si tratta, ed è lecito crederlo anche alla luce delle parole di Fellini, della prima idea-soggetto di Giulietta degli spiriti, un trattamento, tanto per usare un termine tecnico, ovvero la fase intermedia tra il soggetto e la sceneggiatura. Non si trattava dunque di lavorare su un prodotto finito, il film, ma su un semi-lavorato, il trattamento; e anzi, dal confronto con il film, che Fellini stesso riteneva non completamente riuscito, e con la sceneggiatura, il trattamento risulta vincente, più ricco, con una sua spiccata autonomia. Non solo, ben altre sono le suggestioni che questo testo contiene, le analogie che da esso scaturiscono. Giulietta e Giorni felici, per esempio, come mi hanno suggerito Valter Malosti e Michela Cescon, attori intelligenti: tutte e due, Giulietta e Winnie, molto borghesi; lo specchio; le atmosfere simili; la solitudine, l’uomo presente nella sua assenza, il fuoco; e tutte e due le opere sono dei primi anni Sessanta. E poi la vita, che entra sempre nelle opere, in questo caso la vita di Fellini, che, per la moglie Giulietta, crea un personaggio di nome Giulietta, con tutto ciò che ne consegue. Del resto, anche questo sembra inserirsi più in una tradizione letterario-teatrale che cinematografica (penso qui al già evocato Beckett, a Strindberg, a Pirandello, a D’Annunzio, e rispettive signore; tutti testi piuttosto scomodi, da recitare ancor più che da scrivere – ma è un’opinione personale).
Sinossi. Giulietta è il resoconto, narrato in prima persona, della presa di coscienza di una donna. Giulietta è sposata, e, dopo diversi anni di matrimonio, è ancora perdutamente innamorata del marito. Per lei la vita scorre tranquilla, senza troppe preoccupazioni, fino a quando, in modo del tutto casuale, non viene a scoprire che il marito la tradisce. L’indagine sul tradimento del marito diventa un percorso interiore, popolato di spiriti, che porterà Giulietta a ritrovare quella parte di sé che lei stessa aveva tradito.
Lo spettacolo. Interrata, è così che immaginiamo la povera Giulietta, proprio come Winnie; ma non in un’informe massa di rifiuti, no, nella pista di un circo piuttosto, fuori solo col busto; alle sue spalle una piccola orchestra, composta interamente di burattini, eseguirà musiche di Nino Rota, e forse ci saranno anche delle marionette-spiriti, o forse no; di certo ci saranno i colori, quelli del film, il primo a colori, per Fellini; sentiamo anche molte voci: quella di Casanova, di Iris e di tutti gli altri spiriti; la voce di Michela Cescon, che interpreterà Giulietta. Cerchiamo di immaginare anche quella, anche se sappiamo che è difficile dato che, una volta in scena, essa finisce sempre per sorprenderci.
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