| Il popolo ebraico
fugge dall’Egitto, da una parte il mare dall’altra l’esercito
del malvagio Faraone. Il biblico passaggio del Mar Rosso è al centro
del Mirjams Siegesgesang, cantata composta da Schubert nel suo ultimo anno
di vita, recentemente trascritta da Enrico Correggia e ora presentata in
prima esecuzione torinese.
Maestro Correggia, in cosa è consistito il suo lavoro?
«Ciò che Schubert ci ha lasciato è uno spartito per
soprano, coro e pianoforte. Io ho affidato, adattandola, la parte pianistica
agli archi, un lavoro per il quale a Schubert è mancato solo il
tempo, non il proposito. D’altra parte quegli ultimi mesi furono
connotati da un’attività febbrile e videro nascere molti
dei più grandi capolavori di Schubert».
Come ha interpretato Schubert il tema sacro del testo?
«In senso mitico più che religioso. L’aspetto leggendario
prevale nettamente per il carattere trionfalistico espresso dalla musica.
Ci sono anche diverse figurazioni naturalistiche suggerite dal testo,
soprattutto la tempesta marina che, nel momento cruciale, sommerge negli
abissi l’esercito del Faraone». (s.s.)
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