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| Vi segnaliamo |
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Jazz
Giapponese per l'Orchestra RAI
di Alberto Bosco |
| «Sono
immensamente riconoscente per la meravigliosa opportunità
di suonare con l’Orchestra Nazionale della Rai. Non ci
sono molti musicisti che possono vedere realizzato il sogno
di eseguire un proprio concerto in Italia... |
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UM,
il grande ritorno di Perahia
di Guido Barbieri |
| Questa
è la cronaca di una rinascita, la parabola di una rigenerazione,
l’itinerario di una metamorfosi, insomma: la storia di
Murray Perahia. La prima pagina del “romanzo” porta
la data del 19 aprile 1947: in un palazzo del Bronx, nella città
di New York... |
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Il
"Billy Budd" di Britten al Regio
di Luca Scarlini |
| Billy
Budd è il protagonista del romanzo breve omonimo ultimato
da Herman Melville poco prima della morte, nel 1891, e destinato
a una pubblicazione postuma nel 1924... |
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La
San Francisco Symphony al Lingotto
di Oreste Bossini |
| All’inizio
del Novecento San Francisco era una città delle proporzioni
di Messina. Nel 1906 un terremoto la rase al suolo. Due anni
dopo, nel 1908, un altro catastrofico terremoto distrusse Messina.
A distanza di un secolo il confronto tra le due città... |
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| da non perdere |
JAZZ
ADDOSSO A UN'ORCHESTRA
Stefano Bollani, Concertone
Stefano Bollani, pianoforte; Ares Tavolazzi, contrabbasso; Walter
Paoli, batteria; Orchestra della Toscana diretta da Paolo Silvestri
Cd Label Bleu
Che si tratti di un gioco è chiaro fin dal titolo. Ma questo
è un gioco serio, che ha portato uno dei migliori pianisti
jazz italiani (tra i giovani, senz’altro il più bravo)
a comporre un vero Concerto per pianoforte e orchestra in quattro
movimenti, arrangiati da Paolo Silvestri con mano molto felice.
Ne è venuto fuori un monstrum delizioso, che non stupisce
con effetti speciali ma viene incontro all’ascoltatore con
una carica di musicalità davvero inarrestabile. Certo, bisogna
essere disponibili a scherzare con Bollani, che si conferma come
un sorridente giullare della tastiera (e del pentagramma); ma in
cambio si hanno meraviglie come il secondo movimento – Eden,
andata e ritorno – che riprende le geniali armonie de Il giorno
a Urlapicchio, una vecchia canzone che Bollani aveva scritto su
testo di Fosco Maraini, e le fa scintillare con la tavolozza sonora
di un’ottima orchestra. Da non perdere anche anche le altre
pagine che completano il disco, dalla bollanesca Elena e il suo
violino all’omaggio a Rodgers di My funny Valentine. (nicola
campogrande)
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