Anche la musica,
come il cinema, la letteratura e la pittura, può trasportarci da una parte
all’altra del mondo, da un tempo antico a uno contemporaneo. È quello che
accadrà nei due appuntamenti che vedono insieme il Concerto Köln con l’Ensemble
Sarband e l’Ensemble Micrologus con l’Art Ensemble of Soccavo di Daniele
Sepe, artista napoletano di straordinaria voracità e inventiva.
L’Oriente immaginario è il titolo del primo, che ripercorre l’attrazione
(o se preferite il “tormentone”) per il gusto orientaleggiante in voga nel
Settecento lungo le rive del Danubio (specie a Vienna), Gluck e Mozart compresi
con I pellegrini della Mecca e Il ratto dal serraglio, per non citare la
Sinfonia turchesca di Süßmayr. Orientalismo alla viennese, insomma, ma non
si ascolteranno solo imitazioni occidentali del panorama sonoro musulmano:
il concerto, infatti, accosta l’imitazione al modello per indagare se e
fino a che punto le cosiddette “turcherie” fossero vicine alla vera musica
arabo-turca. Ecco che allora, come per incanto, l’Oriente immaginario si
materializza nei suoi suoni autentici di oggi e di ieri e nei disegni coreutici
di due danzatori dervisci.
Si svolge invece nel dominio del tempo e degli stili il viaggio intrapreso
dall’Ensemble Micrologus e dall’Art Ensemble of Soccavo di Daniele Sepe:
musica antica, tradizionale e di nuova composizione si “scontra” nella Kronomakia,
una "battaglia del tempo", come recita il sottotitolo, ma anche
degli strumenti musicali. Entrano infatti in gioco liuto, oud turco, ciaramella,
salterio, viella, cornamusa galiziana e altri strumenti antichi e tradizionali
da una parte, chitarre, basso elettrico, tastiere e batteria dall’altra.
A che cosa giocano? A fare il saltarello e la tammurriata, la tarantella
e la danza galiziana, gli originali Carmina Burana, Kurt Weill e Goran Bregovic...
Si sa, i viaggi fra le culture fanno scoprire sempre qualcosa di interessante:
vale dunque la pena prendere il biglietto, magari di sola andata. |