Sistema Musica settembre  2004
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  La musica sontuosa di Charpentier per una quadruplice ricorrenza

martedì 7 settembre

Teatro Regio ore 21
Coro e Orchestra
Les Arts Florissants
William Christie direttore

Charpentier
Grand Office des Morts (Messe des Trépassés) per soli, coro e orchestra
Messe pour plusieurs instruments au lieu des orgues per orchestra
Te Deum per soli, coro e orchestra


NAVIGARE IN MUSICA
  Un sito dedicato al compositore barocco Marc-Antoine Charpentier
  Il sito de Les Arts Florissants
  La scheda dello spettacolo
ChristieL’anno delle ricorrenze incrociate: questo è il 2004 per William Christie e Les Arts Florissants. In questi mesi al direttore americano, cittadino francese dal 1995, è toccato spegnere sessanta candeline. L’ensemble da lui fondato invece celebra il venticinquesimo anniversario della fondazione; contemporaneamente si celebra il terzo centenario della morte di Marc-Antoine Charpentier, dal titolo di un’opera del quale la formazione ha tratto il nome. Quasi a voler infilare un poker d’assi, in occasione dei sessant’anni del d-day, in sinergia con l’Association Normandie-Mémoire 60ème Anniversaire e con il Conseil Régional de Basse-Normandie, Christie e i suoi, avvalendosi della consulenza del musicologo americano John Powell, hanno escogitato un programma celebrativo imperniato sulla Messe pour les Trépassés H. 2 di Charpentier, col contorno di altri pezzi scritti per il Grand Office des Morts, il tutto suggellato dal celebre Te Deum H. 146, dal cui Prélude proviene la celeberrima fanfara, dal 1953 icona sonora dell’Eurovisione.
Progetti di ampio respiro come questo sono da sempre il sale della vita artistica di William Christie. Fin da quando nel 1971 decise di lasciare gli ozi di Harvard e Yale per trasferirsi in Francia, non c’è sfida a cui si sia sottratto pur di riportare in auge il prediletto repertorio del Barocco francese. «Sono estremamente appagato da due secoli che sono straordinariamente ricchi. Potrei spendere cinque vite e non esaurire mai le cose che vorrei approfondire sui secoli XVII e XVIII». Che non sia una spacconata lo attestano il carnet sempre fitto dei concerti, settanta incisioni discografiche, docenze in tutto il mondo, progetti innovativi come Le jardin des voix inaugurato due anni fa… «Mi sento molto giovane e mi auguro ancora una trentina d’anni come questi. Ma ho bisogno anche di sfide. Testarsi evita di detestarsi! Fondamentalmente, è tutta una questione di curiosità intellettuale, di intelligenza e di tecnica. Se hai queste tre qualità puoi fare tutto ciò che vuoi». (a.c.)
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