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Vergnano: «Il Regio,
una nuova idea di industria-teatro»
di Gianni Nuti |
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Negli
ultimi tempi, sul retro di tutti i depliant delle più importanti iniziative
artistiche e di spettacolo della città, impennano due tori: quello impresso
nello scudo della municipalità e quello più ribelle e stilizzato del Teatro
Regio. E non è per battagliare che sono posti l’uno a fianco dell’altro
ma per formare una duplice forza motrice. Se vi siete comprati un biglietto
per uno spettacolo di Torinodanza o di Torino Punti Verdi,
infatti, avete trovato sempre lo stesso cordiale sorriso degli addetti alla
biglietteria del Teatro. Così come probabilmente avete visto le facce accaldate
degli scenografi e dei macchinisti del Regio dare gli ultimi ritocchi ai
palcoscenici dell’estate cittadina o seguire le complesse installazioni
di Luci d’artista. Tanta parte di tutto questo si deve anche all’affermarsi
di una nuova idea d’industria-teatro. Ne parliamo con il sovrintendente
del Teatro Regio Walter Vergnano.Teatro Regio non solo teatro... «Grazie al lavoro di risanamento economico fatto dai miei predecessori, mi sono trovato nelle condizioni di poter reclutare, attraverso severe selezioni, personale stabile altamente qualificato. Obiettivo primario è quello di mettere a punto una macchina organizzativa capace di correre forte indipendentemente dall’avvicendarsi dei piloti, che si dimostrasse funzionale e articolata secondo aree precise. Credo di esserci riuscito e di essere adesso alla guida di una splendida macchina capace di gareggiare su molte piste, non solo quelle consuete dei circuiti lirici. Questo ci ha permesso di diventare, in modo sistematico, il sostegno logistico, gestionale e organizzativo per una serie di iniziative chiave della città. Il nostro ruolo in Torino Settembre Musica, Luci d’artista, Torinodanza o Sintonie non è troppo visibile ai cittadini – perché volutamente disposto dietro le quinte – ma è sostanziale». Lei è anche presidente dell’Associazione Nazionale Fondazioni Liriche e Sinfoniche; altri teatri in Italia hanno allacciato rapporti così stretti con il tessuto connettivo della città nei quali sono incardinati? «No, posso dire senza falsa modestia che rappresentiamo un modello originale al quale altri teatri guardano con interesse: non esiste realtà che vanti un legame così stretto con il territorio. Questo è senza dubbio un modello efficace che permette di utilizzare al meglio le risorse economiche e le capacità professionali interne – allargando lo spettro delle competenze e accrescendo la motivazione al fare – e contribuisce allo stesso tempo a fornire un ulteriore servizio ai cittadini, anche a quelli che normalmente non frequentano gli spettacoli d’opera ma che possono in questo modo usufruire delle professionalità di un grande ente». Nessuno spirito colonizzatore; di servizio piuttosto. «Esatto. Faccio un esempio: uno dei nostri contributi ai “punti verdi estivi” è stato quello di realizzare ai Giardini Reali un palcoscenico coperto e attrezzato affinché altri soggetti potessero mettere in scena la loro programmazione. Inoltre spesso mettiamo a disposizione non solo amministrazione e organizzazione, ma anche le sale del nostro teatro per accogliere altra musica e altre forme di spettacolo, espressioni di associazioni o enti che si occupano di generi e produzioni artistiche diverse rispetto a quelle di nostra tradizionale pertinenza perché crediamo che il Regio debba essere al servizio della comunità, senza prevaricazioni o arroganze. Inoltre ritengo fondamentale condividere le esperienze tecniche, professionali e artistiche che abbiamo maturato negli anni e che sono ormai riconosciute da tutti, come dimostrano i risultati positivi e i riconoscimenti ottenuti». A questo proposito, si è rivitalizzata anche la produzione dei laboratori di scenografia. «Sì, abbiamo ripreso a ideare e costruire le scenografie di tutte le nostre produzioni; poi, grazie alle capacità del nostro personale, ci siamo messi sul mercato e abbiamo raccolto commissioni da altri teatri, tanto numerose da non riuscire quasi a farvi fronte. Ci occupiamo anche di allestimenti per esposizioni d’arti figurative e scene a uso di produzioni televisive: per esempio gli “interni” del film Virginia, con la regia di Alberto Sironi che andrà in onda in autunno su RaiUno, portano la nostra firma ed è stato lo scenografo Luciano Ricceri che, dopo la felice collaborazione lo scorso anno con il mozartiano Così fan tutte, ha chiesto ai nostri laboratori di realizzare le scene del film dedicato alla Monaca di Monza. Tutti questi impegni, ricchi di soddisfazioni ma anche di fatica, ovviamente non ci devono distogliere dal nostro compito principale: mettere in scena spettacoli d’opera. Cosa che continuiamo a fare con grande passione, cercando di presentare sulla scena torinese il meglio dell’opera al meglio». |
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| Sistema Musica via San Francesco da Paola, 3 - Torino - e-mail: sistemamusica@comune.torino.it | ||||||