Sistema Musica settembre  2004
teatro regio torino
  Stagione 2004-2005: una visita guidata
di Luca Scarlini


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  La stagione d'opera 2004-2005: il calendario

CenerentolaLa Stagione d’Opera 2004-2005 conferma l’orientamento della precedente, con ampio spazio per i titoli più amati del repertorio, senza trascurare la tradizione che vuole il palcoscenico del Regio dimora abituale di produzioni novecentesche. Apre La bohème nella celeberrima edizione firmata, per il centenario della prima rappresentazione assoluta, da Giuseppe Patroni Griffi. Protagonisti dell’attesissima inaugurazione, realizzata in collaborazione con un partner importante come il Gruppo Fondiaria Sai, due artisti all’apice della fama, Roberto Alagna e Angela Gheorghiu, mentre il podio spetta a Evelino Pidò.
I due titoli del secolo da poco concluso sono diversissimi tra loro, eppure accomunati da un mood cupo: Billy Budd di Benjamin Britten da Herman Melville, travolgente epopea dell’innocenza sullo sfondo del mare amatissimo dal compositore di Aldeburgh, affidata alla direzione di Christopher Franklin e alla regia di Davide Livermore, già noto al pubblico del Piccolo Regio tra l’altro per la recente Vergine della tangenziale. L’amore dei tre re è poi il titolo più noto della produzione di Italo Montemezzi ed è oggetto in tempi recenti di un revival critico. La saga gotica della bella Fiora, che ha al suo fianco tre uomini che sono mortalmente legati a lei, tratta dalla pièce omonima di Sem Benelli, verrà raccontata in chiave dark da Guy Montavon, in un allestimento siglato per scene e costumi da Luisa Spinatelli.
Al centro del programma sta però un percorso nel cuore della tradizione melodrammatica ottocentesca, riproposta in edizioni rigorose. Luca Ronconi riallestisce con vari mutamenti, direttore Enrique Mazzola e protagonista Sonia Ganassi, la sua fortunata Cenerentola, raffinata favola in musica, dove il palazzo di Don Magnifico diventa un affastellato deposito di mobili che scompaiono repentinamente in un vorticoso coup de théâtre. Jonathan Miller propone un’acuta lettura del Donizetti “inglese”, puntando sulla centralità delle prove dei cantanti. La splendida drammaturgia firmata dal compositore insieme a Felice Romani, ha al centro il contrastato duetto tra Giovanna di Seymour e Anna Bolena, che vede qui in scena due primedonne come Daniela Barcellona e Darina Takova, acclamata Semiramide in tempi recenti sul palcoscenico del Teatro. Il terzetto è concluso da Il trovatore, titolo per antonomasia del repertorio romantico, che pure svela sempre più una complessità notevole di disegno e struttura. Renato Palumbo è a capo dell’Orchestra in una edizione di Alberto Fassini: in scena Leo Nucci, Micaela Carosi, Mariana Pentcheva e Marcello Giordani.
Con Don Giovanni si cambia decisamente atmosfera, in una sublime commistione di dramma e commedia, proseguendo la trilogia Mozart-Da Ponte affidata a personalità del mondo cinematografico italiano. Michele Placido firma infatti la prima regia operistica importante, nell’allestimento di Maurizio Balò, autore di scene e costumi. Sotto la bacchetta di Gianandrea Noseda, agiscono tra l’altro Erwin Schrott, segnalato nel ruolo del protagonista a partire dal suo felice debutto all’Opera di Washington nel 2003, Mariella Devia e Barbara Frittoli, interpreti indiscusse in questo repertorio. Due estremi approdi del lessico melodrammatico ottocentesco concludono infine il programma. Werther di Jules Massenet, titolo ormai poco consueto sui palcoscenici del Belpaese, porta le sfumature di una tavolozza fin de siècle nel drammatico romanzo di Goethe: Alain Guingal, specialista di questa partitura, dirige Roberto Alagna e Monica Bacelli, in un nuovo spettacolo di Frederico Alagna. Conclude poi la Stagione l’esito non operistico più universalmente noto di Giuseppe Verdi: la Messa da Requiem in memoria di Alessandro Manzoni, che rielabora straordinariamente strutture e percorsi del linguaggio musicale melodrammatico nella dimensione del sacro, con Roberto Abbado alla testa dell’Orchestra del Regio e Claudio Marino Moretti alla guida del Coro; solisti: Norma Fantini, Luciana D’Intino, Fabio Sartori e Roberto Scandiuzzi.
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