Sistema Musica settembre  2004
teatro regio torino
  Ugo Sandroni: «Il marketing della cultura è al servizio del pubblico»
di Susanna Franchi


Un'immagine del teatro regioDici opera lirica e pensi: tenore, romanza, direttore d’orchestra, applausi, bis; insomma, non è che il termine marketing sia proprio il primo che normalmente si associa al mondo dell’opera.

In un teatro lirico dei nostri giorni il marketing esiste?
«In un teatro l’attività del marketing, con nomi diversi, c’è sempre stata: quando il commendator Erba, sovrintendente negli anni Settanta, decideva certi prezzi o programmava le stagioni autunnali al Palazzo dello Sport faceva marketing – spiega Ugo Sandroni, direttore sviluppo e marketing del Teatro Regio di Torino. – Oggi sotto l’etichetta marketing ci sono molte attività: dalla politica dei prezzi alla gestione della pubblicità alle iniziative di promozione. Il nostro compito è far arrivare al vertice del Teatro le esigenze e le problematiche del nostro interlocutore: il pubblico. Possiamo contribuire a orientare la scelta del prodotto, ma è ovvio che non siamo noi a dire i titoli o i compositori che si possono mettere in cartellone oppure no! Non siamo un’azienda che misura il proprio successo a seconda delle vendite. Noi vendiamo un prodotto che si chiama cultura: certo che miriamo al bilancio in pareggio, ma non cerchiamo un profitto d’impresa. La missione di un teatro è l’ampliamento della cultura musicale facendo i conti con le proprie risorse economiche – di cui il botteghino è parte – e sapendo che la nostra ragione di esistere è fondata sul pubblico. Voglio dire che nel teatro investono strutture pubbliche e private e se in sala ci sono solo 18 persone invece di 1500 abbiamo sbagliato su due fronti: su quello economico e su quello della politica culturale».

Parliamo delle novità di marketing della prossima Stagione…
«Sono novità che tengono conto di molti fattori; negli ultimi anni, ad esempio, è emerso che il pubblico vuole una maggiore libertà di approccio al prodotto, così abbiamo creato una nuova formula che permette di abbonarsi a sei spettacoli invece che a nove (proponiamo tre gruppi di spettacoli: ogni gruppo comprende tre titoli e l’abbonato può scegliere due titoli per ogni gruppo); c’è chi non vuole essere impegnato tutto l’anno, chi vuole spendere un po’ meno, chi è interessato solo a certi titoli e così, con questa opportunità, si crea il proprio cartellone. In un periodo economicamente difficile abbiamo pensato che c’è chi preferisce dilazionare nel tempo il pagamento dell’abbonamento invece di versare tutta la cifra ad agosto e così, grazie a un accordo con una società finanziaria, l’abbonato può scegliere di pagare in sei o dieci rate a partire da settembre con addebito direttamente sul proprio conto bancario e con un interesse irrisorio. Quest’anno una non felice congiuntura economica ci ha costretto a razionalizzare l’offerta di spettacoli riducendo a cinque (anziché sei) i Turni ordinari, ricollocando sui diversi Turni tutti gli abbonati del Turno E. Ci piacerebbe anche offrire a una parte più ampia di pubblico la possibilità di assistere alle nostre “prime”, così adesso si può fare un mini abbonamento a tre “prime” senza spendere troppo. Poi c’è una politica di avvicinamento ai giovani, oltre al meraviglioso lavoro che svolge il nostro Ufficio Attività Scuole: da quest’anno c’è lo sconto del 20% sul prezzo del biglietto per i ragazzi sotto i 25 anni; per i possessori di Carta Verde lo sconto è del 30% su biglietti e abbonamenti. L’altra novità è che abbiamo ideato un pacchetto “famiglia”: per alcune recite di Cenerentola di Rossini con la regia di Ronconi un ragazzo sotto i 16 anni entra gratis e l’adulto che lo accompagna ha uno sconto del 10%. Questa è una sorta di proposta di iniziazione: creiamo un percorso consigliato perché i ragazzi si possano avvicinare all’opera, proponendo nello stesso pacchetto concerti o manifestazioni al Piccolo Regio. E anche per gli over 65 c’è lo sconto del 10% sul prezzo del biglietto. Non dimentichiamo che per qualsiasi spettacolo un’ora prima di ogni rappresentazione ci sono sempre in vendita, dico sempre, anche per Il lago dei cigni che era esaurito da mesi, trenta ingressi. Del resto ogni sera abbiamo una media di spettatori paganti che copre oltre l’80% della nostra capienza; ma il nostro obiettivo è aumentare ancora di più questo dato da record».
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