È
stata piuttosto sorprendente la “sorpresa” con cui la stampa
britannica ha dato notizia che il pianista Paul Lewis aveva vinto il South
Bank Show Awards nel 2003, stracciando i “giganti della musica classica”
grazie all’interpretazione dell’integrale delle Sonate di
Schubert. Il pianista britannico poteva già vantare di aver suonato
alla Carnegie Hall e al Lincoln Center, al Musikverein e al Concertgebouw
assieme a orchestre come la Royal e la London Philharmonic nonché
la Birmingham Symphony. Non erano poi mancate le collaborazioni con musicisti
del calibro di Yo–Yo Ma, Kovacic o Alfred Brendel: «Ho conosciuto
Brendel 12 anni fa durante un corso di specializzazione – spiega
Lewis –, e abbiamo deciso di rimanere in contatto. Così abbiamo
cominciato a suonare insieme in concerti di musica da camera». Per
il suo debutto torinese del 6 aprile nella stagione dell’Unione
Musicale come biglietto da visita Lewis ha scelto proprio la Sonata D.
960 di Schubert: «L’integrale delle Sonate è stata
una tappa naturale nella mia carriera: ho sempre amato Schubert e dopo
aver passato più di un anno con la sua musica credo che per il
resto della mia vita la suonerò sempre con passione. Anche perché
in Gran Bretagna il pubblico conosce e apprezza tutte le sue Sonate, mentre
la stessa cosa non succede in altri paesi, per esempio negli Stati Uniti
dove ne sono conosciute appena un paio». La partecipazione di Lewis
a questa musica va oltre il dato tecnico: «La sua apertura è
affascinante, c’è qualcosa che tutti possono capire non importa
da dove vengano o in cosa credano. Certo, è una caratteristica
di molti compositori, difficile a parole da spiegare, ma ciò che
comunica Schubert è lì, accade naturalmente. Invece a contatto
con Beethoven la sensazione è che la sua musica sia costruita meravigliosamente,
ma costruita». Eccoci arrivati a Beethoven, di cui Lewis ha in programma
le due Sonate che compongono l’op. 31: «Oggi è il mio
presente, sto studiando tutte le sue Sonate per eseguirle prima separatamente,
e il 2007 sarà per me l’anno del primo ciclo Beethoven».
(l.d.f.)
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