Nato
a Prato nel 1877 da una famiglia di artigiani, a causa della morte prematura
del padre Sem Benelli deve interrompere giovanissimo gli studi per provvedere
ai bisogni della sua famiglia. Prosegue tuttavia la sua educazione da
autodidatta leggendo con passione e cimentandosi nella scrittura. I suoi
primi drammi “impegnati” si ispirano al suo stesso percorso
esistenziale e risentono delle inquietudini sociali dell’Italia
di fine Ottocento, ma è specialmente La cena delle beffe a esprimere
le insoddisfazioni di un’intera generazione; di qui le ragioni della
sua fortuna planetaria, rafforzata anche dalle interpretazioni di Sarah
Bernhardt a Parigi e dei Barrymore a Broadway.
Negli anni Venti Benelli ricaverà dalla pièce il libretto per l’opera omonima di Giordano, mentre nel 1910 aveva tratto dalla sua tragedia storica L’amore dei tre re il libretto per l’opera di Montemezzi.
Distintosi durante la Grande Guerra come valido ufficiale, viene eletto deputato nel 1921, ma all’indomani del delitto Matteotti clamorosamente nega il suo appoggio a Mussolini e da allora è tenuto in sospetto e boicottato. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale emigra in Svizzera e soltanto dopo la Liberazione rientra in Italia, dove si spegne nel 1948.
Autore di una trentina di pièce teatrali nell’arco di quasi mezzo secolo di attività, la sua produzione include drammi di carattere sociale e storico, commedie d’ambiente in stile crepuscolare e i poemi dalla prosa aspra ed essenziale che gli hanno dato fama. Ingiustamente considerato un “D’Annunzio minore”, Benelli è stato oggetto di un serio riesame critico che ha rivalutato i suoi tentativi di affrancamento dagli schemi veristi e borghesi e lo sforzo di non cedere all’artificiosità del verso dannunziano. (l.b.)
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