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Riscoprire
Stefano Tempia
di Paolo Bergamin |
| cameristi
s. tempia |
Dall’evoluzione
della storica attività didattica e concertistica dell’Accademia
nascono I cameristi «Stefano Tempia», insieme vocale e
strumentale impegnato nell’approfondimento dell’interpretazione
del grande repertorio cameristico, nella riscoperta e valorizzazione
di percorsi artistici inconsueti e di pregio, nella progettazione
di eventi musicali attenti ai più diversi contesti culturali,
aperti agli orizzonti della sensibilità contemporanea.
martedì 26 aprile
Conservatorio ore 21
I cameristi «Stefano Tempia» I TESORI MUSICALI
DEL PIEMONTE
Musiche di Tempia |
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L’importanza di scoprire e approfondire le proprie origini, per percorrere un cammino fondato sulla conoscenza, costituisce un atteggiamento fondamentale e doveroso per l’istituzione stessa e nei confronti degli appassionati. Con queste premesse il progetto dedicato a Stefano Tempia propone di scoprire i tratti salienti della vita musicale del maestro, per comprenderne la sensibilità, le capacità e le motivazioni che hanno portato alla fondazione dell’Accademia.
Seguendo un itinerario temporale e occupandoci successivamente del repertorio vocale, grazie alla fonte biografica edita a cura di Ennio Bassi in occasione del centenario dalla fondazione dell’Accademia e avvalendoci della preziosa e generosa collaborazione della Biblioteca del Conservatorio di Torino – dove sono conservati molti manoscritti di Tempia – si possono ricostruire le attività che ne hanno contraddistinto la professione, ripercorrendo l’abilità di suonare il violino, la passione per l’insegnamento, l’arte della composizione, per le quali gli sono stati attribuiti meriti e riconoscimenti a livello nazionale e internazionale.
Dalla ricerca avviata si è quindi delineato un percorso composto da interessanti brani, gradevoli all’ascolto, che rievocano, attraverso il gusto musicale, il clima storico e culturale dell’epoca, sviluppando un crescendo d’organico che propone in una prima parte composizioni per violino solo, duetti per due violini con e senza utilizzo del basso, per concludere una seconda parte con un quaderno di trii per violino, viola e basso e un quartetto d’archi, lasciando a un eventuale fuori programma un gran valzer per archi.
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