di Andrea Malvano
Lo si intuisce dal suo modo di suonare, dalla limpidezza delle sue scelte interpretative, ma anche dalla decisione con cui risponde alle domande di un´intervista: Angela Hewitt è un´artista dalle idee cristalline. Straordinaria interprete bachiana, si interessa a un repertorio estremamente vasto, spaziando con agilità dal Barocco al contemporaneo. Respira assieme al pianoforte da quando è nata: non era ancora abbastanza alta per arrivare allo sgabello che già si esibiva in concerto di fronte a centinaia di persone. Non ci deve stupire quindi la solidità delle sue convinzioni: Angela Hewitt convive da sempre con la musica, ed è normale che ne parli con un´intimità quasi fraterna.
Angela Hewitt, è in grado di ricordare la sua prima volta
al pianoforte?
«Non ricordo un periodo della mia vita senza il pianoforte. Mia madre
cominciò a darmi lezioni quando avevo tre anni; mio padre era uno
straordinario organista alla Cattedrale di Ottawa: io lo ascoltavo spesso
e qualche volta improvvisavo con lui al pianoforte».
E dopo?
«Oltre al pianoforte ho studiato anche violino per dieci anni, flauto
dolce, balletto classico e canto. Ma a quindici anni ho capito che cosa
mi interessava veramente e ho scelto il pianoforte. Ho avuto degli insegnanti
eccezionali, in particolare il pianista francese Jean-Paul Sévilla
che venne da Parigi all´Università di Ottawa e mi insegnò
ad amare la musica francese».
Oggi è una delle più apprezzate interpreti bachiane;
qual è il segreto della musica di Bach?
«È la più grande musica che sia mai stata scritta, ha tutto:
perfezione formale, un inarrestabile flusso di idee, il senso della gioia,
della danza, una profonda spiritualità. Il segreto è impararla
bene da subito, con grande disciplina; anche se oggi si tende a suonare
Bach su strumenti moderni occorre risalire alle consuetudini esecutive
del Settecento. È musica astratta e può suonare moderna
anche a distanza di centinaia di anni».
Recentemente ha inciso tutti i Notturni di Chopin; come sente
queste composizioni?
«I Notturni di Chopin sono espressioni segrete dell´anima,
ma anche studi meravigliosi sulla cantabilità strumentale. Non
possono essere suonati senza una conoscenza approfondita del "belcanto".
In molti Notturni (ad esempio l´op. 62 n. 1) emerge anche un grande
interesse nei confronti del contrappunto. Io trovo che questi brani siano
spesso interpretati in maniera troppo libera, mettendo a rischio la chiarezza
dei percorsi dell´armonia: l´espressività non si raggiunge
suonando il più lentamente possibile».
Che cosa lega Ravel al Settecento in Le tombeau de Couperin?
«Spesso ho suonato in concerto questi brani, accostandoli a opere di Couperin;
effettivamente delle affinità esistono: l´interesse per la
danza, la chiarezza, l´eleganza, l´umorismo. Ma i brani di
Ravel sono decisamente pianistici, non manifestano alcuna somiglianza
con il suono del clavicembalo e la Toccata finale ne è la dimostrazione
più evidente».
La Universal Music Italia, celebre marchio discografico,
(all´interno del quale trovano spazio tra gli altri, nel settore
classico, i cataloghi Decca, Deutsche Grammophon e Philips) ha recentemente
selezionato alcuni giovani artisti per la realizzazione di incisioni
discografiche.
In occasione dell´uscita di questi nuovi cd l´Unione Musicale
realizzerà alcune manifestazioni per presentare i nuovi musicisti
al proprio pubblico. I concerti, a ingresso gratuito,
saranno riservati agli abbonati dell´Unione Musicale
che dovranno confermare la presenza tramite una prenotazione telefonica
(011 566 98 11) da effettuarsi nei due giorni precedenti il concerto.
L´accesso in sala sarà consentito fino a esaurimento dei
posti disponibili.
mercoledì 11 gennaio 2006
Teatro San Giuseppe - ore 21
Domenico Nordio violino
Musiche di Ysa˙e, Bach, Biber
mercoledì 29 marzo 2006
Conservatorio "G. Verdi" - ore 21
Ramin Bahrami pianoforte
Musiche di Bach