dicembre 2005

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Angela Hewitt Una vita al pianoforte

di Andrea Malvano

Heiwett

Lo si intuisce dal suo modo di suonare, dalla limpidezza delle sue scelte interpretative, ma anche dalla decisione con cui risponde alle domande di un´intervista: Angela Hewitt è un´artista dalle idee cristalline. Straordinaria interprete bachiana, si interessa a un repertorio estremamente vasto, spaziando con agilità dal Barocco al contemporaneo. Respira assieme al pianoforte da quando è nata: non era ancora abbastanza alta per arrivare allo sgabello che già si esibiva in concerto di fronte a centinaia di persone. Non ci deve stupire quindi la solidità delle sue convinzioni: Angela Hewitt convive da sempre con la musica, ed è normale che ne parli con un´intimità quasi fraterna.

Angela Hewitt, è in grado di ricordare la sua prima volta al pianoforte?
«Non ricordo un periodo della mia vita senza il pianoforte. Mia madre cominciò a darmi lezioni quando avevo tre anni; mio padre era uno straordinario organista alla Cattedrale di Ottawa: io lo ascoltavo spesso e qualche volta improvvisavo con lui al pianoforte».

E dopo?
«Oltre al pianoforte ho studiato anche violino per dieci anni, flauto dolce, balletto classico e canto. Ma a quindici anni ho capito che cosa mi interessava veramente e ho scelto il pianoforte. Ho avuto degli insegnanti eccezionali, in particolare il pianista francese Jean-Paul Sévilla che venne da Parigi all´Università di Ottawa e mi insegnò ad amare la musica francese».

Oggi è una delle più apprezzate interpreti bachiane; qual è il segreto della musica di Bach?
«È la più grande musica che sia mai stata scritta, ha tutto: perfezione formale, un inarrestabile flusso di idee, il senso della gioia, della danza, una profonda spiritualità. Il segreto è impararla bene da subito, con grande disciplina; anche se oggi si tende a suonare Bach su strumenti moderni occorre risalire alle consuetudini esecutive del Settecento. È musica astratta e può suonare moderna anche a distanza di centinaia di anni».

Recentemente ha inciso tutti i Notturni di Chopin; come sente queste composizioni?
«I Notturni di Chopin sono espressioni segrete dell´anima, ma anche studi meravigliosi sulla cantabilità strumentale. Non possono essere suonati senza una conoscenza approfondita del "belcanto". In molti Notturni (ad esempio l´op. 62 n. 1) emerge anche un grande interesse nei confronti del contrappunto. Io trovo che questi brani siano spesso interpretati in maniera troppo libera, mettendo a rischio la chiarezza dei percorsi dell´armonia: l´espressività non si raggiunge suonando il più lentamente possibile».

Che cosa lega Ravel al Settecento in Le tombeau de Couperin?
«Spesso ho suonato in concerto questi brani, accostandoli a opere di Couperin; effettivamente delle affinità esistono: l´interesse per la danza, la chiarezza, l´eleganza, l´umorismo. Ma i brani di Ravel sono decisamente pianistici, non manifestano alcuna somiglianza con il suono del clavicembalo e la Toccata finale ne è la dimostrazione più evidente».

La Universal Music Italia, celebre marchio discografico, (all´interno del quale trovano spazio tra gli altri, nel settore classico, i cataloghi Decca, Deutsche Grammophon e Philips) ha recentemente selezionato alcuni giovani artisti per la realizzazione di incisioni discografiche.
In occasione dell´uscita di questi nuovi cd l´Unione Musicale realizzerà alcune manifestazioni per presentare i nuovi musicisti al proprio pubblico. I concerti, a ingresso gratuito, saranno riservati agli abbonati dell´Unione Musicale che dovranno confermare la presenza tramite una prenotazione telefonica (011 566 98 11) da effettuarsi nei due giorni precedenti il concerto.
L´accesso in sala sarà consentito fino a esaurimento dei posti disponibili.

mercoledì 11 gennaio 2006
Teatro San Giuseppe - ore 21
Domenico Nordio violino
Musiche di Ysa˙e, Bach, Biber

mercoledì 29 marzo 2006
Conservatorio "G. Verdi" - ore 21
Ramin Bahrami pianoforte
Musiche di Bach




mercoledì 21 dicembre

Sala Cinquecento Lingotto
ore 21 - serie dispari
Angela Hewitt pianoforte
Bach
Das wohltemperierte Klavier (libro I), Preludi e Fughe Suite francese n. 5 in sol maggiore BWV 816
Chopin
Deux Nocturnes op. 62
Ravel
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