Una trentina di incisioni discografiche. Oltre trecentomila dischi venduti. Una media di oltre quaranta concerti all´anno. Trentamila spettatori annui. Le cifre parlano chiaro: nei vent´anni della sua esistenza Il Seminario Musicale è stato capace di un exploit internazionale formidabile. Un gruppo di cantanti e strumentisti, innamorati del repertorio italiano e francese del XVII e XVIII secolo, chiamati a raccolta nel 1985 dal contraltista Gérard Lesne. Con la missione di riportare alla luce opere dimenticate, grazie anche alla collaborazione di musicologi. Un ensemble a geometria variabile che si adatta alle esigenze del repertorio eseguito. I frutti? Una schidionata di sontuosi cd dedicati a Vivaldi, Monteverdi, Caldara, Haendel, Charpentier, Couperin, Galuppi, Scarlatti, Stradella, Jommelli, Brossard, Pergolesi, Hasse, Clérambault, ai quali sono stati conferiti numerosi premi. Muse bizzarre ed eclettiche hanno arriso al cammino artistico di Gérard Lesne, "Orphée du mérite lyrique" del 2004. Autodidatta, musicista polivalente, inizia le sue peregrinazioni musicali lungo sentieri remoti che passano dapprima per il rock e il jazz. È grazie alla maîtrise di Clemencic, Christie e Herreweghe che le sirene della musica antica lo ammaliano. Lesne e i suoi scelgono un approccio differente alla musica, più intimista. Esaltare la fantasia e la retorica narrativa del repertorio barocco italiano e francese in primis: questa la loro raison d´être di interpreti. Vale proprio la spesa seguirli nella fascinosa passeggiata che proporranno nei pascoli celesti della musica dei secoli XVI e XVII. Perché fa sempre bene all´anima odorare una volta di più gli squisiti fiori sonori di Francia (Charpentier, Lambert), Inghilterra (Purcell, Simpson), Spagna (Ortiz, Narvaez), Germania (Kaspberger) e Italia (Frescobaldi). (a.c.)