dicembre 2005

orchestra sinfonica nazionale della rai


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Gluck, Mozart & Haydn
Generazioni di sinfonismo viennese a confronto

di Raffaele Mellace

Un ritratto di Gluck

Sotto la direzione di Gianandrea Noseda, l´Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai propone un viaggio lungo trent´anni di sinfonismo viennese, impaginando un programma dall´angolatura originale e dunque presumibilmente in grado di suscitare nell´ascoltatore impressioni in qualche misura inedite. Il taglio prescelto non prevede infatti la consueta concentrazione sulla Wiener Klassik, l´asse scontatissimo Haydn-Beethoven; il punto d´osservazione è stato invece arretrato a coinvolgere la generazione precedente. Lo sguardo si spinge così fino al Gluck riformatore, del quale viene eseguita la Suite dal balletto Don Juan (1761). Lo scarto cronologico è minimo (sono già gli anni delle sinfonie haydniane sulle parti del giorno), ma ugualmente assai istruttivo poiché ci pone nell´ottica di un compositore nato quasi mezzo secolo prima di Mozart e ci permette soprattutto di considerare quel formidabile laboratorio musicale che fu la Vienna teresiana, una delle piazze più dinamiche e vivaci della vita musicale in Europa, terreno di coltura dello stile classico. Critici e cruciali furono in particolare gli anni Sessanta del Settecento, il decennio in cui si confrontarono, tra battagliere dichiarazioni programmatiche e il silenzio fragoroso di una pratica musicale senza posa, sulle assi dei teatri e tra i leggii delle orchestre, generi e autori d´ogni provenienza: italiana, francese, austro-tedesca, boema, ungherese.
In apertura di quel decennio l´"arcivandalico" cavalier Gluck aveva presentato, sulle scene del Burgtheater, la musica per il ballo pantomimo Don Juan di Gasparo Angiolini, punta avanzata di quel partito riformista promosso dal conte Giacomo Durazzo, sovrintendente degli spettacoli della corte imperiale, con l´intento di modernizzare (e gallicizzare) l´impianto italianissimo del teatro musicale viennese. Com´è noto, meno di un anno più tardi (sempre in ottobre, ma nel 1762), il medesimo terzetto Angiolini-Gluck-Durazzo accenderà, con l´Orfeo ed Euridice, le polveri di quella che verrà chiamata "riforma del melodramma". Per intanto la musica per il ballo consentiva a Gluck di affilare le armi a tali scopi, rendendo acuminata una facoltà che si rivelerà indispensabile nello sviluppo dell´incipiente linguaggio sinfonico classico: la qualità di conferire memorabile evidenza plastica al discorso musicale, rendendolo altamente eloquente anche in assenza di un testo, capace di supplire compiutamente al talento affabulatorio della parola, restituendo, attraverso la semantica del suono strumentale, la boria blasfema del Libertino così come le invettive del Commendatore.
Di tale piena maturità della scrittura sinfonica costituiscono un esempio da manuale due delle sinfonie di maggior personalità del repertorio classico. Anch´essa viennese, benché presentata in Boemia, la mozartiana Sinfonia Praga, del 1786, mostra un linguaggio del tutto affine alle contigue Nozze di Figaro, culminante nel Presto (terzo e ultimo tempo di questo lavoro singolarmente privo di Minuetto), parente stretto del duettino Susanna-Cherubino. Ma anche laddove la scrittura sinfonica non parla tanto scopertamente la lingua dell´opera buffa, appare evidente la connaturata vocazione umanistica all´espressione di affetti umani, ovvero alla creazione di personaggi palpitanti tramite anonime figurazioni strumentali. Un teatro più astratto, ma non meno spettacolare, è allestito dalla penultima, magnifica Sinfonia di Haydn, soprannominata Rullo di timpani per l´istrionico gesto a sorpresa d´apertura. Giunto nel 1795 al culmine di una produzione sinfonica pressoché quarantennale, Haydn esibisce di fronte al pubblico londinese il magistero impeccabile di un dominio assoluto sulla forma. Si considerino anche soltanto le variazioni sul doppio tema pseudofolklorico, in minore e in maggiore, dell´Andante più tosto allegretto: un´avvincente narrazione, puramente musicale, tendente già la mano a un altro viennese che nascerà di lì a poco: Franz Schubert.




giovedì 15 dicembre
venerdì 16 dicembre

Auditorium del Lingotto - ore 21
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Gianandrea Noseda
direttore
Gluck
Don Juan, suite dal balletto
Mozart
Sinfonia n. 38 in re maggiore K. 504 (Praga)
Haydn
Sinfonia in mi bemolle maggiore Hob. I n. 103 (Rullo di timpani)Torna all'articolo