dicembre 2005

teatro regio


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Il turco in Italia
Lo strepitoso teatro nel teatro di un Rossini scatenato

di Luca Scarlini

turco in italia

Il turco in Italia andò in scena alla Scala il 14 agosto 1814 con scarso successo, in primo luogo, pare, per una diceria infondata che voleva il compositore intento a riciclare in chiave di beffarda parodia il suo successo dell´anno precedente con L´italiana in Algeri, trionfante al Teatro Re. La partitura, che è invece diversa dalla precedente, ebbe una qualche fortuna fino alla metà dell´Ottocento (presentata anche come La capricciosa corretta), scomparendo poi progressivamente, fino al recupero del 1950 a Roma, protagonista Maria Callas a fianco di Mariano Stabile, con la bacchetta di Gianandrea Gavazzeni, tra coloratissimi scene e costumi di Mino Maccari. A questo spettacolo fece seguito anche una celebre edizione scaligera, firmata da Franco Zeffirelli nel 1955 con cast in buona parte identico, testimoniata in disco ed echeggiante nelle pagine dell´Anonimo lombardo di Alberto Arbasino (1959), entusiasta per un lavoro in cui lo scrittore riscopriva clamorosamente una tradizione parallela della cultura del Belpaese, di scatenata invenzione formale.
L´opera, che senz´altro disattendeva vari tratti del "comico puro" rossiniano, e sempre più frequentata negli ultimi decenni, vive nella dimensione di uno strepitoso teatro nel teatro, laddove ciò che colpisce oggi, soprattutto nella vicenda, è l´inserimento del poeta Prosdocimo che «ha da fare un dramma buffo, ma non trova l´argomento».
Come in una trama pirandelliana ante litteram, che rimanda però a un frequentatissimo genere metascenico, dal goldoniano Teatro comico a Le convenienze e le inconvenienze teatrali del Sografi, egli infatti gira ossessivamente per la città a caccia di vicende da manipolare. Il suo sguardo acuto, spietato, si fissa da subito sulle follie di Fiorilla, che si incapriccia di un principe turco giunto da poco, Selim, sbeffeggiando il proprio marito babbeo, dall´inequivocabile nomen-omen di Don Geronio, evocatore di decrepitudine, sempre maltrattato dalla consorte e «in caccia di zingare che sappiano strologar», ma non risparmiando neppure il languido cicisbeo Don Narciso e affermando drasticamente la propria indipendenza.
La concatenazione felice di colpi di scena ideata da un giovane Felice Romani, a partire da un precedente libretto di Caterino Mazzolà per Franz Seydelmann (1778), secondo Fiamma Nicolodi, ha risonanze dalla scrittura goldoniana per Il talismano, musicato da Salieri e Rust, nella trama collaterale di Zaida e Albazar, zingari per necessità, ma un tempo legati al visitatore orientale. La trama gioca quindi con gli stereotipi delle turcherie nel momento in cui le relazioni con l´altro lato del Mediterraneo stavano mutando rapidamente, definendo sempre più il genere come una squisita forma di intrattenimento, in cui il confronto/contrasto tra i due mondi offriva ormai occasioni più comiche che tragiche. Alla paura reale e mitologica allo stesso tempo dei corsari, che aveva ritmato per tre secoli almeno le vicende del Mediterraneo, "continente liquido" secondo l´incisiva formula di Fernand Braudel, si succedeva infatti dappertutto con rapidità l´idea dell´Oriente come luogo dalle molteplici possibilità (o, nella celebre formula lanciata da Disraeli in Tancred, nella dimensione di un posto da intendersi soprattutto come occasione di una possibile "carriera"). Da ciò di rimando si moltiplicavano le presenze di personalità che provenivano dal mondo islamico, mercanti e diplomatici che figurano non a caso tanto in varie opere di Goldoni (tra cui il sarcastico Le donne di casa soa), come nelle vedute livornesi di Giuseppe Zocchi, in una sequenza di presenze continue dal mondo del Levante. Il gusto per i doppi sensi e per le allusioni attraversa il testo ed esplode in crescendo che sono geniali rivisitazioni di generi e stili.




mercoledì 7 dicembre

Marco Beghelli nell´ambito degli Incontri con l´Opera presenterà Il turco in Italia
mercoledì 7 dicembre
Piccolo Regio Puccini ore 17.30
ingresso libero Torna all'articolo

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